
La divisione ereditaria è valida quando fra i beni c’è un
immobile abusivo? L’atto di divisione sfugge alla nullità
urbanistica solo perché quei beni provengono da un’eredità? E come
può il coerede dividere il resto del patrimonio senza restare
bloccato dal fabbricato irregolare?
A questi interrogativi risponde la Corte di Cassazione con
l’ordinanza
n. 21743 del 25 giugno 2026, che sposta il baricentro
dalla provenienza ereditaria dei beni alla natura dell’atto di
divisione, e chiarisce che lo scioglimento della comunione su un
immobile abusivo è un atto tra vivi, soggetto alla
nullità urbanistica.
Gli acquisti per causa di morte restano fuori dalla sanzione
civilistica prevista per gli abusi edilizi, ma l’atto con cui i
coeredi escono dalla comunione e si assegnano i singoli beni non è
un trasferimento mortis causa, bensì un negozio tra vivi che ricade
nella disciplina del Testo Unico Edilizia. Un atto di divisione che
comprenda un fabbricato privo degli estremi
…continua a leggere
Tutti i diritti dei contenuti presenti in questo articolo sono della fonte e vengono riportati solo per “diritto di breve citazione” (art. 70 Legge n. 633/1941), indicando sempre la fonte, con relativo link al sito di provenienza. Leggi il Disclaimer.
