
Negli ultimi anni il settore delle costruzioni
è stato uno dei principali motori della crescita
economica italiana.
Gli incentivi edilizi – dal Bonus
Ristrutturazioni all’Ecobonus, fino al Superbonus – hanno
accelerato gli investimenti nella riqualificazione del
patrimonio immobiliare, sostenendo imprese, professionisti
e filiere produttive strettamente collegate all’edilizia.
Quella fase si è però progressivamente ridimensionata; tuttavia,
non è del tutto corretto parlare di una scomparsa di incentivi. Nel
2026, l’Ecobonus continua ad operare con
aliquote differenziate, mentre si è
sostanzialmente esaurito il modello fondato su percentuali
eccezionalmente elevate e su un’ampia possibilità di monetizzare il
beneficio attraverso la cessione del credito o lo
sconto in fattura.
Il cambiamento è visibile anche nei dati: secondo il Rapporto annuale
2026 dell’ENEA, gli interventi Ecobonus conclusi nel
2025 hanno attivato investimenti per 3,62 miliardi di euro. Il
valore risulta inferiore del 42,5 % rispetto al 2024.
È difficile immaginare che una misura straordinaria come il
Superbonus potesse essere mantenuta
indefinitamente- Il passaggio da un sistema di incentivi
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