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Due nuovi bonus senza ISEE, fino a 5.000€ per tutti! – Trend-online.com

I bonus sono stati un tema molto dibattuto dopo l’annuncio del premier Draghi, poco dopo la sua nomina, che affermava di voler eliminare la “pioggia di bonus” del governo Conte.

Molti incentivi minori infatti, come il bonus occhiali e il bonus smartphone, non sono mai partiti e mai lo saranno, diverso però il caso di quei bonus rivolti favorire la salvaguardia ambientale.

Da poco infatti il bonus acqua potabile ha visto il suo decreto attuativo e si attende invece a breve quello per il bonus risparmio idrico.

Il bonus risparmio idrico ha l’obiettivo di ridurre lo spreco d’acqua sul territorio italiano con un incentivo di 1.000 euro offerto a chi sostituisce sanitari, rubinetti e docce con elementi nuovi a scarico ridotto e flusso d’acqua limitato.

Il 16 giugno scorso è invece entrato in vigore il bonus acqua potabile. Scopo di questo contributo è favorire l’utilizzo dell’acqua degli acquedotti al posto dell’acquisto delle bottiglie di plastica. Si mira in questo modo a ridurre una fonte di inquinamento, allineandosi a quella che è la normativa europea entrata in vigore il 3 luglio, che riduce la vendita e il consumo di plastica monouso ed è chiamata Single Use Plastic (SUP).

Entrambi i bonus sono senza ISEE e destinati a tutti, vediamo come funzionano nei dettagli e come richiederli.

1.000 euro per rifare bagno e cucina con il bonus risparmio idrico

Del bonus risparmio idrico è responsabile l’Agenzia delle Entrate, che eroga fino a 1.000 euro di rimborso a quanti decidono di rinnovare bagno o cucina sostituendo rubinetti, docce e sanitari.

Perché il bonus sia valido i nuovi elementi devono essere a scarico ridotto e a flusso d’acqua limitato. In particolare la normativa indica tra le spese ammesse dal bonus risparmio idrico 2021:

  • sanitari in ceramica a scarico ridotto con un volume d’acqua massimo di 6 litri;
  • rubinetti, miscelatori e impianti di controllo del flusso d’acqua della portata massima di 6 litri d’acqua al minuto;
  • soffioni docce e docce con una portata massima di 9 litri d’acqua al minuto.

Nel rimborso sono inclusi non solo i costi di acquisto, ma anche di installazione dei nuovi elementi. 

Nella scheda informativa l’Agenzia delle Entrate avvisa che questo bonus non contribuisce in alcun modo ad incrementare il reddito del nucleo familiare ed è per altro un bonus che non richiede ISEE o altri particolari requisiti di accesso.

Quando entrerà in vigore il bonus risparmio idrico?

Come si è detto il decreto attuativo per l’entrata in vigore del bonus risparmio idrico dovrebbe essere emanato a breve. Il contributo è stato inserito nella Legge di Bilancio 2021 e secondo la normativa italiana sarebbero dovuti intercorrere 60 giorni dall’entrata in vigore della legge perché il bonus fosse effettivamente attivo.

L’enorme ritardo che coinvolge moltissimi dei decreti attuativi per i bonus previsti dalla Legge di Bilancio 2021 è dovuto al repentino cambio di governo che ha rallentato l’iter.

Ad ogni modo la modalità di richiesta dovrebbe essere la stessa delle altre agevolazioni di questo tipo gestite dall’Agenzia delle Entrate, tra le quali il bonus acqua potabile, le spese cioè dovranno essere inserite nella dichiarazione dei redditi o nel caso di attività commerciali usando il modello F24.

5.000 euro per tutti con il bonus acqua potabile 

L’altro bonus senza ISEE aperto a tutti è il bonus acqua potabile. Anche questo contributo deve la sua nascita alla Legge di Bilancio 2021, solo che a differenza del bonus risparmio idrico per questo incentivo è già stato emanato il decreto attuativo e quindi esso è ufficialmente in vigore e richiedibile.

Come si è detto con questo bonus il Governo mira a limitare l’uso dell’acqua in plastica favore invece del consumo dell’acqua degli acquedotti. A questo scopo l’incentivo offre un contributo economico per l’acquisto e l’installazione di qualsiasi tipo di sistema o impianto che migliori la qualità dell’acqua potabile, come impianti di raffreddamento, addizione di anidride carbonica o filtraggio.

Nello specifico il bonus acqua potabile 2021 offre un rimborso del 50% sulle spese ammesse e sostenute nel 2021 o nel 2022, che arriva fino a 1.000 euro per le persone fisiche, cifra che sale a 5.000 euro per le attività commerciali.

Come richiedere il bonus acqua potabile 2021

Per quanto riguarda la modalità di fruizione, il bonus acqua potabile è formalmente in vigore dal 16 giugno e gli acquisti effettuati prima di questa data saranno rimborsabili anche se il pagamento è avvenuto con contanti o assegno e più in generale con qualsiasi sistema di pagamento. 

Diversamente, tutte le spese posteriori al 16 giugno 2021 saranno rimborsabili dal bonus acqua potabile solo se effettuati con sistemi che prevedono la tracciabilità del pagamento.

Per usufruire del bonus le spese dovranno  essere inserite nella dichiarazione dei redditi, mentre se si tratta di un’attività commerciale sarà necessario usare il modello F24.

L’Agenzia delle Entrate rende noto che le spese devono essere comunicate entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui si è effettuato l’acquisto. 

Le istruzioni per richiedere il bonus acqua potabile sono contenute anche nel video YouTube di Mondo Pensioni:

  

Quali sono gli altri vantaggi del bonus idrico e del bonus acqua potabile

Il bonus acqua potabile e il bonus risparmio idrico non rappresentano un risparmio solo in termini di costi di acquisto e installazione, ma anche un evidente vantaggio sugli importi di spesa e bollette.

Per quanto riguarda il bonus risparmio idrico la diminuzione dei litri di acqua usati si traduce in un notevole risparmio in bolletta. La sostituzione di sanitari, rubinetti e docce con pezzi a scarico ridotto e flusso d’acqua limitato portano, secondo le stime, al risparmio di ben 26.000 litri di acqua all’anno. Se si considera che un normale water ha un volume di 12 litri d’acqua mentre quello a scarico 6 litri, cioè la metà. 

Un vantaggio analogo presenta il bonus acqua potabile poiché l’utilizzo dell’acqua potabile al posto dell’acquisto delle bottiglie porta invece un notevole vantaggio in fatto di spesa.

I due nuovi contributi sono cumulabili con il bonus casa

Il bonus acqua potabile e il bonus risparmio idrico sono cumulabili con gli altri bonus ristrutturazione. 

In generale, tutti gli incentivi gestiti dall’Agenzia delle Entrate sono sempre cumulabili se non riguardano lo stesso intervento.

Particolarmente utile da associare ai due contributi appena descritti è il bonus casa, perché permette il 50% di sconto praticamente su qualsiasi tipo di ristrutturazione. Potrete quindi rifare bagno e cucina a metà prezzo e usufruire di uno sconto sull’acquisto di nuovi sanitari, docce e rubinetti.

Il bonus casa consiste in uno sconto del 50% su tutti i tipi di intervento edilizio, fino al limite di 96.000 euro. Per quanto riguarda la modalità di fruizione, se le spese sono state effettuate prima del 2020 allora si potrà usare come sola opzione la detrazione Irpef in 10 anni. Si otterrà cioè un rimborso mediante uno sconto annuale sulle tasse da pagare, per dieci anni in eguale importo.

Per gli interventi sostenuti a partire dal 2020 il bonus casa ammette oltre la detrazione Irpef, anche lo sconto in fattura e la cessione del credito.

Con lo sconto in fattura dovrete pagare solo la vostra metà spettante, perché sarà l’impresa che esegue i lavori, se accetta questa opzione, a farsi carico in anticipo dei costi, che gli verranno poi restituiti mediante credito d’imposta.

Single Use Plastic (SUP), la UE vieta la plastica monouso 

Come si è detto se Draghi ha minacciato più volte di attuare una strage di bonus, questa però non riguarda i contributi che hanno come prima finalità la salvaguardia ambientale.

E questo è anche il motivo per cui si attende a breve il decreto attuativo per il bonus risparmio idrico, non si deve infatti scordare che tra le prime azione del premier neoeletto vi è stata l’istituzione del Ministero per la Transizione Ecologica.

Il bonus acqua potabile rappresentava certo una priorità proprio perché la sua finalità e cioè di ridurre l’impiego dell’acqua in bottiglia. Questo bonus infatti va di pari passo con il nuovo regolamento UE, il Single Use Plastic (SUP), che impone dal 3 luglio 2020 il divieto di vendita della gran parte dei prodotti fabbricati in plastica monouso.

La direttiva risale al 2019 e il 31 maggio sono state inviate ai Paesi membri le direttive dalla Comunità Europea. La limitazione ha l’obiettivo di ridurre l’inquinamento, soprattutto delle acque.

Gli oggetti a cui dovremo dire addio sono molti: stoviglie di plastica, cotton fioc, prodotti in polistirolo espanso, cannucce, palloncini, bottiglie di capacità inferiore a 3 litri, assorbenti con applicatori di plastica, tappi e coperchi.

Al posto di questi oggetti in plastica si utilizzeranno quelli di materiali interamente biodegradabili.

L’obiettivo che la normativa vuole perseguire è quello di ridurre entro il 2025 il consumo di plastica almeno del 50%, percentuale che entro il 2030 dovrebbe addirittura arrivare all’80% di riduzione.

Sempre in questo senso il DL Sostegni bis ha introdotto la Plastic tax, che sarà in vigore dall’inizio del 2022 e che tassa la quantità di plastica utilizzata.

Bonus idrico, un aiuto da Comuni e Regioni

Per quanto riguarda i bonus idrici molti incentivi sono poi messi a disposizione delle autorità comunali e regionali.

Sono bonus di natura e finalità diverse, poiché più che per salvaguardia ambientale sono invece destinati a fornire un aiuto economico ai cittadini in difficoltà, che si traduce in uno sconto sulle utenze.

I bonus essendo gestiti dalle autorità locali variano da località a località, ma in genere tutto presentano dei requisiti di reddito di accesso, come un limite ISEE o la necessità di dimostrare che il nucleo familiare ha avuto un peggioramento delle condizioni economiche.

Solo per fare un esempio, nella provincia di Garlasco, è attivo il bonus idrico e richiedibile fino al 30 settembre di quest’anno, che offre uno sconto sulle utenze idriche.

Collaboratrice di Redazione, classe 1984.
Ho una laurea Filologia Classica e ho conseguito un dottorato in Storia Antica, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi sull’opera frammentaria di Asclepiade di Tragilo. Sono autrice di pubblicazioni scientifiche sul mondo classico e coeditrice di due volumi accademici internazionali. Dal 2015, mi sono trasferita in Inghilterra dove ho lavorato come copywriter freelance e come croupier al casinò.
Il mio motto è? “Naples is the flower of paradise. The last adventure of my life”.

Link all’articolo Originale tutti i diritti appartengono alla fonte.

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