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Ecobonus auto, ci saranno anche nella Legge Bilancio 2022? – Trend-online.com

Gli ecobonus per incentivare la vendita e il mercato di veicoli elettrici e/o ibridi, meno inquinanti e decisivi per una svolta ecologica del nostro pianeta, hanno avuto un grande successo in Italia. Per all’incirca tre anni, il mercato è andato avanti in un crescendo di percentuali di acquisto. Fino a quando, ad un certo punto, è come se si sia verificato un blocco negli acquisti.

La transizione ecologica più la pandemia che si è verificata, probabilmente sono state una combinazione devastante per questo mercato. 

I primi tipi di ecobonus sono stati decisi dal governo nei primi mesi del 2019 come un incentivo alla mobilità elettrica e ibrida, visto che il mercato, praticamente paralizzato, aveva necessariamente bisogno di stimoli. 

Quello che è certo e che non ci si può esimere da una transizione energetica necessaria che passi da una mobilità basata su combustibili fossili inquinanti e non infiniti ad una mobilità elettrica, molto meno inquinante. 

Ecobonus auto necessario per la transizione ecologica

L’impegno di diffondere questo tipo di mobilità è stato preso da tantissimi paesi, europei e non. Ma, nonostante il fatto che questi incentivi siano durati tre anni, per quanto abbiano avuto un discreto successo, per quanto la transizione ecologica sia fondamentale per tutti i paesi, e dunque anche e ovviamente per l’Italia, la manovra nella legge di bilancio 2022 non ne fa cenno alcuno. Nessun cenno a nessun tipo di bonus per incentivare l’acquisto di auto elettriche o ibride. Come mai?

Il perché non lo sappiamo. Quel che è certo è che da tempo le associazioni dell’automotive chiedevano o una proroga dell’ecobonus o, addirittura, che diventasse strutturale. Invece nella bozza della Legge di Bilancio non si fa affatto parola di questo settore.

Quali sono stati gli inizi dell’ecobonus auto?

L’ecobonus è stato introdotto per la prima volta nel 2019 in base alle emissioni di CO2, dividendo l’agevolazione in base al consumo appunto di CO2, tra 0 e 20 g/km (auto elettriche) e tra 21 e 60 g/km (ibride plug-in). Poi, nel 2020, è stata la volta dell’incentivo per le auto ibride e termiche a basso impatto e infine nel 2021 è stato aggiunto un bonus anche per lp’acquisto di auto usate Euro 6 con emissioni fino a 160 g/km.

Quanto ha speso lo Stato Italiano per i bonus sulle autovetture?

Il conto è stato fatto da Motus-E , associazione nata per mettere in collegamento tutti gli attori del settore dell’auto elettrica: dai costruttori, ai gestori, ai venditori.

L’obiettivo è che anche l’Italia un giorno possa arrivare ad utilizzare una mobilità ad impatto zero sull’ambiente.

Ma vediamo quanti soldi lo Stato ha speso per far usufruire i cittadini italiani di questi ecobonus. 

Nel 2019, quindi pre-pandemia, il Governo ha stanziato circa 60 milioni di euro per elettriche e ibride plug-in. Nel 2020, poi, i fondi sono saliti a 510 milioni.

E il 2021 è stato l’anno più consistente dal punto di vista dei fondi messi a disposizione, nonostante ci siano stati alcun stop derivati e causati all’esaurimento fondi e dalla successiva riallocazione, in totale il Governo ha speso1 miliardo e 218 milioni così ripartiti per questo tipo di bonus. 

I fondi destinati all’Ecobonus per questo tipo di veicoli sono finiti definitivamente il 28 ottobre scorso, rimanendo attivo solo il contributo statale per l’usato, con un fondo di 37 milioni.  

Molti speravano che la legge di bilancio 2022 potesse prorogare una sorta di nuovo ecobonus, altri ancora speravano che potesse diventare addirittura strutturale questo incentivo, magari anche solo triennale per alimentare un modo virtuoso di fare mobilità ecologica. 

Invece nella Legge di Bilancio 2022 non si fa parola di questo tipo di bonus, né di altro tipo di incentivi che riguardino la mobilità ecologica. Come mai? La transizione ecologica all’improvviso non è più un argomento importante?

Perché la Legge di Bilancio non ha incluso un ecobonus auto?

Questa è una scelta del Governo che davvero non ci si riesce a spiegare, viste anche le parole pronunciate dal Presidente del Consiglio nell’ultimo Tavolo Tecnico proprio sull’Automotive.

Una politica di supporto strutturale, almeno triennale, con basse emissioni avrebbe, da una parte incoraggiato e aiutato gli italiani ad acquistare questo tipo di veicoli e, dall’altro avrebbe già dato una svolta ecologica e sostenibile importante al nostro paese.

E’ davvero inquietante e preoccupante non riscontrare nemmeno un accenno a incentivi per la mobilità ecologica nella legge di bilancio prossima. 

Anche perché proprio in questo momento, in cui il settore automotive sta ritornando a crescere e gli italiani si stanno rivolgendo sempre più all’elettrico, sarebbe un peccato assistere ad un blocco del mercato.

Rimane operativo solo il contributo per l’usato, con 37 milioni attualmente disponibili.

Ecobonus: cercate di sfruttare le risorse fino a fine 2021 ancora disponibili

Visto che nella legge di Bilancio non si accenna a nessun bonus per le vetture a basso consumo di CO2, cercate di utilizzare gli incentivi che sono disponibili fino a fine 2021. 

Da fine ottobre, infatti, sono stati stanziati nuovamente circa 65 milioni di euro per acquistare auto con emissioni tra 0-60 g/km CO2.

Il contributo è riconosciuto anche per gli acquisti in leasing, ma ci deve essere necessariamente un veicolo da portare a rottamare. 

Il governo ha messo a disposizione anche 20 milioni per l’acquisto di veicoli commerciali elettrici. 

Per usufruire del bonus bisognerà rottamare un veicolo immatricolato prima del 2011.  

Per prenotare gli ecobonus come si procede?

Ogni venditore prenota un tot di ecobonus, confermando l’operazione entro 180 giorni dalla prenotazione, comunicando le targhe dei veicoli e spedendo la documentazione.

Il contributo verrà poi corrisposto dal concessionario all’acquirente tramite sconto diretto sul veicolo acquistato

Successivamente le aziende costruttrici o importatrici rimborseranno l’importo del bonus al concessionario che ha effettuato lo sconto e infine queste aziende riceveranno dallo Stato un credito d’imposta dello stesso importo, che porteranno in compensazione in dichiarazione dei redditi. 

L’ecobonus per moto e scooter è stato invece prorogato fino al 2026.

Dei 20 milioni previsti per il 2021, infatti, sono ancora disponibili circa 7 milioni. Per controllare la giacenza basta andare sulla piattaforma online e vedere se sono disponibili gli incentivi. 

Secondo Giorgetti, però, il Governo potrebbe  inserire un nuovo ecobonus nella Leggge di bilancio.

Il Governo considera prioritario il settore dell’automotive. Non è da sottovalutare la possibilità, che il Governo inserirà  una misura  di rifinanziamento per il 2022.

L’incentivo dell’ecobonus è rivolto alla riduzione dell’inquinamento. Le misure secondo il ministro saranno prese in  tra ministero della transizione ecologica e il ministero dell’economia per sostenere il comparto dell’automotive. 

Per chi vuole dire addio al diesel, quanto costa comprare un’auto ibrida senza i bonus?

Visto che i bonus si stanno esaurendo e nella legge di bilancio 2022 con tutta probabilità non ci saranno fondi stanziati per questi bonus. 

Detto questo, per acquistare un’auto ibrida o elettrica, la bisognerà comprare a prezzo pieno a meno che non ci siano incentivi stanziati direttamente dalla concessionaria. E quanto costa comprare un’auto ibrida senza i bonus di Stato?

Gli italiani che propendono per l’elettrico e vogliono dire addio a benzina e diesel sono tanti. 

Dire addio diesel significa risparmiare carburante ed accedere anche a quelle aree dove con le macchine normali non è possibile accedere. 

Inoltre c’è il forte sospetto che tra qualche anno le auto a benzina e soprattutto a diesel non potranno più circolare. Per acquistare una buona auto ibrida bisogna spendere almeno sui venti mila euro, senza usufruire di alcun tipo di incentivo.

Le vendite delle auto a diesel si sono comunque dimezzate negli ultimi dieci anni, favorendo il gpl e il metano. E questa scia del sostegno alla sostenibilità ambientale è destinata a crescere sempre di più.

Redattrice, content editor e ghost writer, classe 1978.

Laureata in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Bari, ho conseguito un Master in Gestione e Sviluppo delle Risorse Umane, conclusosi con uno stage formativo in Adecco. Dopo aver lavorato per anni come trascrittrice di processi e sedute consiliari, provinciali e comunali, ho iniziato la mia carriera di redattrice lavorando come editor in chief per iNews di Mobinext, applicazione di informazione nazionale, occupandomi direttamente di cronaca, politica, salute, curiosità e tecnologia. Successivamente, ho collaborato come ghost writer per alcuni blog a tema immobiliare e politico, come Lucavitalerealestate e lucavitalepergrosseto, e anche come redattrice per Tabuloid.it e Contocorrenteonline.it.

Il mio sogno? “Fare in modo che la mia più grande passione, scrivere, continui ad essere il mio lavoro”.

Link all’articolo Originale tutti i diritti appartengono alla fonte.

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