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Ecobonus e super ecobonus, la guida a tutti gli incentivi per elettriche e ibride plug-in – Quattroruote.it – Quattroruote

Lombardia e Milano, cumulo per i più veloci.  Come accennavamo all’inizio, gli incentivi stanziati a livello nazionale sono cumulabili con quelli previsti dalle amministrazioni locali: alcuni sono ancora in vigore, mentre altri (non pochi) non risultano più accessibili per esaurimento dei fondi. È il caso dei contributi del Comune di Milano, disposto a offrire 9.600 euro per la rottamazione di un’auto a benzina fino all’Euro 2 (o di una diesel fino all’Euro 5) e l’acquisto di un’elettrica, oppure 6.000 euro per un’ibrida a prescindere dalla tipologia: pubblicato all’inizio di luglio, il bando ha bruciato in meno di un mese i 6 milioni stanziati (esigui, se confrontati alle esigenze e alle speranze di rinnovo del parco circolante). Anche i fondi della Regione Lombardia, cumulabili con quelli del governo ma non con quelli di Milano, non risultano disponibili: chi è riuscito ad approfittarne, però, ha ricevuto 8.000 euro per l’acquisto di un’elettrica e 6.000 euro per un’auto con emissioni di CO2 da 0 a 60 g/km (in breve, le ibride plug-in). Facendo due conti, il risparmio è davvero rilevante. E, forse, decisivo per le scelte d’acquisto.

Le altre Regioni. Molto generosa è anche la Valle D’Aosta, che destina 6.000 euro a chi compra auto con emissioni tra 0 e 70 g/km di CO2: se poi si tratta di aziende, l’incentivo varia addirittura da 10.000 a 15.000 euro. In Friuli-Venezia Giulia, invece, i contributi prevedono fino a 5.000 euro per le elettriche e fino a 4.000 per le ibride, le quali possono essere nuove, a km 0 o addirittura usate, fino a un massimo di due anni dalla prima immatricolazione. Il Veneto, dal canto suo, ha previsto un contributo rottamazione fino a 4.500 euro per i veicoli a basso impatto ambientale: purtroppo, il termine per la presentazione delle istanze è scaduto a luglio. La provincia autonoma di Trento offre 6.000 euro di incentivi per le elettriche, che scendono a 4.000 per le plug-in (in entrambi i casi, 2.000 euro rappresentano lo sconto operato dal dealer), mentre Bolzano prevede un contributo di 2.000 euro per le full electric e di 1.000 per le Phev, a fronte di una riduzione di pari importo da parte del venditore. Dopo aver stanziato, lo scorso anno, fino a 3.000 euro di contributi per le elettriche, ora l’Emilia-Romagna incentiva le ibride con un bonus di 573 euro, accreditato in tre tranche annuali da 191 euro. Il Piemonte e la Sardegna, infine, rivolgono i bonus alle imprese: la prima, un contributo di 10.000 euro per le elettriche e di 7.000 per le ibride; la seconda, incentivi per le full electric fino a 15.000 euro.

Tutti i vantaggi. Oltre ai contributi all’acquisto veri e propri, permane l’esenzione totale o parziale del costo del bollo prevista da diverse Regioni, da un minimo di tre anni fino a tutta la vita del veicolo (come accade in Lombardia e in Piemonte nel caso delle elettriche). Inoltre, le auto a emissioni zero e le Phev possono godere di ulteriori benefici nei centri urbani: a Milano, per esempio, le Ev accedono gratuitamente all’Area C, al pari delle ibride (i modelli che emettono più di 100 g/km di CO2, tuttavia, pagheranno l’ingresso a partire da ottobre 2022). Quanto ai posteggi, sempre nel capoluogo lombardo le elettriche sono esentate dal pagamento della sosta sulle strisce blu e gialle: l’agevolazione è limitata nel tempo (cinque anni se proprietario e richiedente coincidono, tre in caso contrario), ma non comprende le ibride. Diverso il caso di Roma, che dispensa anche le ibride – di tutti i tipi – dal pagamento della sosta: nella capitale, però, solo le elettriche possono accedere liberamente e gratuitamente alle Ztl, previa registrazione della targa. Insomma, ogni città è un caso a sé: anche per questo, nell’ipotizzare l’acquisto di un’Ev o di una Phev, gli aspiranti acquirenti sono invitati a verificare tutti i vantaggi previsti dalle Regioni e dai Comuni di appartenenza.

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