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Emergenza Covid-19 e Sisma 2016: approvate due Ordinanze, via libera agli anticipi del 50% ai professionisti – Lavori Pubblici

Il Commissario alla Ricostruzione dei territori colpiti dal
sisma 2016, Giovanni Legnini, ha firmato due Ordinanze per
disciplinare il pagamento degli anticipi ai professionisti per i
progetti di ricostruzione delle abitazioni e dei siti produttivi
danneggiati dal terremoto nel Centro Italia, e per recepire le
ultime innovazioni legislative modificando diversi provvedimenti
commissariali già in vigore.

Sono le prime due Ordinanze emanate da Legnini, dopo il suo
insediamento quale Commissario a fine febbraio, modificate e
riadottate con una procedura speditiva dopo le osservazioni
formulate dalla Corte dei Conti ai testi emanati dal precedente
Commissario.

L’Ordinanza 94 sugli anticipi

Il provvedimento sulle anticipazioni ai tecnici e ai
professionisti dà attuazione a una norma di legge di un anno e
mezzo fa e ancora inapplicata. Prevede il pagamento del 50% degli
onorari ai tecnici e ai professionisti incaricati della
predisposizione dei progetti al momento della loro presentazione
agli Uffici Speciali per la Ricostruzione, dando priorità alle
domande già presentate.

Il pagamento avverrà su istanza degli interessati, e riguarda in
teoria circa 7 mila pratiche per il contributo di ricostruzione,
quelle presentate e che non sono ancora arrivate alla fine
dell’istruttoria, oltre a quelle che saranno presentate in
futuro.

Ordinanza esecutiva, fondi immediati

L’Ordinanza stabilisce anche i meccanismi per il loro recupero
al momento della concessione del contributo, prevede il
trasferimento immediato e in unica soluzione delle risorse
necessarie agli Usr per i pagamenti ed è immediatamente
esecutiva.

Verso un Testo Unico

Il secondo provvedimento apporta invece una serie di modifiche
ai testi di ben otto precedenti Ordinanze, anche per recepire le
novità introdotte dalle norme di legge che si sono succedute. Un
intervento di manutenzione necessario, ma complesso, e che rafforza
ancor più l’impegno del Commissario ad arrivare in tempi brevi alla
redazione di un Testo Unico delle Ordinanze sulla
ricostruzione.

L’Ordinanza 95 “Omnibus”

L’Ordinanza recepisce le nuove norme che ammettono a contributo
anche le spese per le imposte comunali di occupazione del suolo
pubblico per i cantieri di ricostruzione di abitazioni e impianti
produttivi con danni lievi o pesanti, e che regolano la cessione
degli immobili danneggiati che hanno diritto al contributo pubblico
per la ricostruzione. Vengono poi recepite le nuove regole
approvate dal Parlamento, più favorevoli per i proprietari, per la
ricostruzione delle abitazioni con murature molto spesse che devono
rispettare le sagome originali. Le somme necessarie ai Comuni per
gli espropri dei terreni destinati alla delocalizzazione degli
immobili vengono messe ora a disposizione prima della
pianificazione delle opere di urbanizzazione, per la quale si
prevede un anticipo delle spese.

L’Ordinanza chiarisce anche la valutazione dei danni per le
abitazioni che hanno subito, oltre a quelli del 2016, i terremoti
del ’97-‘98 e del 2009, stabilendo che ai fini della verifica di
ammissibilità del contributo la data da prendere a riferimento è
quella dell’evento sismico che ha causato il primo danneggiamento,
ed estende al 31 dicembre 2020 i termini per le domande di
delocalizzazione definitiva delle strutture agricole e zootecniche.
Si interviene, infine, per semplificare le procedure per la domanda
di contributo per le abitazioni danneggiate possedute da più
proprietari. A presentarla può essere anche uno solo dei
comproprietari, certificando di aver avvertito gli altri titolari e
di non aver avuto da loro espliciti dinieghi.

L’Ordinanza 95 in dettaglio

Art. 1 – Modifiche all’Ordinanza n. 8 del 14 dicembre
2016

L’articolo introduce nell’Ordinanza relativa agli interventi su
edifici che hanno subito DANNI LIEVI il recepimento delle
disposizioni del Dl 55/2018 secondo le quali le spese sostenute per
tributi o canoni di qualsiasi tipo, dovuti per l’occupazione di
suolo pubblico determinata dagli interventi di ricostruzione sono
comprese nel costo dell’intervento.

Art. 2- Modifiche all’Ordinanza n. 13 del 9 gennaio
2017.

La prima modifica introduce nell’Ordinanza relativa agli
interventi su immobili a uso produttivo che hanno subito DANNI
GRAVI il recepimento delle disposizioni del Dl 55/2018 secondo le
quali le spese sostenute per tributi o canoni di qualsiasi tipo,
dovuti per l’occupazione di suolo pubblico determinata dagli
interventi di ricostruzione sono comprese nel costo
dell’intervento.

Per la riparazione degli stessi immobili si prevede la
possibilità di ammettere varianti in aumento, purché all’interno
del contributo concedibile, e la possibilità di chiedere
l’autorizzazione al miglioramento sismico, così come già avviene
per gli immobili a uso abitativo.

Sarà inoltre possibile prevedere la realizzazione di un progetto
unitario di due o più edifici danneggiati contigui e/o
strutturalmente e/o funzionalmente interconnessi facenti parte del
medesimo complesso produttivo e riconducibili a un unico soggetto
beneficiario.

Altra modifica riguarda l’articolo 19 sugli obblighi dei
beneficiari del contributo, che devono garantire il mantenimento
della destinazione dello stesso ad attività produttiva. La verifica
dell’inattività dell’impresa, che concede sei mesi di tempo per la
ripresa, verrà effettuata con riferimento alla data di richiesta
del contributo e non più a quella dell’erogazione.

Si colma un vuoto normativo per le ipotesi di cessione di
edifici danneggiati o distrutti nei quali il soggetto proprietario
dell’edificio non coincide con il soggetto titolare dell’attività
produttiva, quando quest’ultimo abbia rinunciato al proseguimento
della medesima. Si evita che sul territorio, a seguito della
rinuncia al proseguimento di attività imprenditoriali, permangano
edifici inutilizzabili ed in stato di abbandono consentendo il
contributo per il solo ripristino dell’edificio sotto il profilo
strutturale ad esclusione di ogni altra voce connessa ad
un’eventuale nuova attività produttiva, circostanza che altrimenti
integrerebbe ipotesi riconducibili ad aiuti di stato.

All’Ordinanza viene aggiunto un nuovo articolo, il 20 bis, che
recepisce le nuove norme previste dal dl 123 del 2019 che hanno
abrogato il divieto di vendita degli immobili oggetto di
contributo.

Art. 3 Modifiche all’Ordinanza n. 19 del 7 aprile
2017

L’articolo introduce nell’Ordinanza relativa agli interventi
sugli IMMOBILI a USO ABITATIVO che hanno subito DANNI GRAVI il
recepimento delle disposizioni del Dl 55/2018 secondo le quali le
spese sostenute per tributi o canoni di qualsiasi tipo, dovuti per
l’occupazione di suolo pubblico determinata dagli interventi di
ricostruzione sono comprese nel costo dell’intervento.

Si prevede poi che si possa procedere mediante intervento
unitario anche in caso di sola interconnessione funzionale degli
edifici, al pari di quanto previsto per gli immobili produttivi,
stabilendo in questa fattispecie anche la non obbligatorietà della
costituzione del consorzio tra i proprietari.

Viene chiarito che il contributo per le demolizioni, pari a 80
euro al metro quadro di superficie dell’edificio, include anche gli
oneri tecnici nella misura del 10%.

L’Ordinanza recepisce inoltre le nuove norme introdotte dal DL
123/2019 che riguardano specificamente le abitazioni con murature
molto spesse, o “a sacco”, caratteristiche delle zone montane del
cratere. In caso di ricostruzione totale, se le norme urbanistiche
stabiliscono l’obbligo di rispetto della sagoma o della superficie
lorda, le superfici utili ai fini del calcolo convenzionale sono
calcolate al netto dello spessore delle nuove mura.

Art. 4 Modifiche all’Ordinanza n. 29 del 9 giugno
2017

La nuova norma consente di chiarire alcuni dubbi interpretativi
sull’ammissibilità dell’IVA e dei contributi previdenziali quali
costi ammissibili a contributo per la retribuzione dell’attività di
redazione della scheda AeDES da parte del professionista
incaricato.

ART. 5 – Modifiche all’ordinanza n. 36 del 8 settembre
2017

In caso di delocalizzazione degli edifici impossibili da
ricostruire perché collocati in aree franose o a rischio
idrogeologico si chiarisce che sono ammissibili al contributo anche
le spese necessarie per i trasferimenti di proprietà dei nuovi
terreni acquistati. Nel caso di espropri delle aree in cui
delocalizzare gli immobili condotti dai Comuni si stabilisce il
trasferimento delle somme necessarie prima dell’avvio dell’attività
di pianificazione e progettazione delle opere di urbanizzazione
primaria. Le spese per queste ultime attività vengono anticipate ai
comuni.

ART. 6 – Modifiche all’Ordinanza n. 51 del 28 marzo
2018

La norma riguarda la sovrapposizione dei danni causati nelle
regioni Marche ed Umbria dalle crisi sismiche del 1997 e 1998 e del
2009. Chiarisce che la data di riferimento per il calcolo del
maggior danno è quella relativa all’evento sismico che ha causato
il primo danneggiamento.

ART. 7 – Modifiche all’Ordinanza n. 61 del 1 agosto
2018

La norma si rende necessaria per rifinanziare per l’anno
corrente gli interventi su edifici di proprietà mista pubblica e
privata. Il finanziamento degli interventi su edifici privati è
assicurato mediante le procedure del credito d’imposta, mentre per
gli edifici pubblici bisogna attendere l’inserimento della spesa
all’interno dei programmi di opere pubbliche adottati dal
Commissario con Ordinanza. Per evitare di attendere l’elaborazione
di un piano di interventi pubblici, che bloccherebbe la riparazione
della porzione privata, si ricorre al plafond di 3 milioni di euro
previsto dalla vecchia Ordinanza per tutti quei casi di edifici in
cui sia presente una porzione minoritaria pubblica.

ART. 8 Modifiche all’Ordinanza n. 68 del 5 ottobre
2018

Vengono spostate al 31 dicembre 2020 le scadenze relative alle
domande di delocalizzazione definitiva di immobili ad uso agricolo
e zootecnico allineandole alle scadenze ad oggi fissate per la
ricostruzione relativa ad immobili con danno grave.

ART. 9 – Domanda di contributo presentata da un solo
proprietario o soggetto legittimato (Art. 6 comma 11 DL
189/2016)

L’Ordinanza chiarisce quali documenti devono essere allegati
alla domanda di contributo quando la stessa sia presentata da un
solo comproprietario. Alla domanda deve essere allegata, insieme
alla documentazione atta a dimostrare che gli altri comproprietari
o soggetti legittimati siano stati avvisati a mezzo di lettera
raccomandata con ricevuta di ritorno o a mezzo di posta elettronica
certificata, la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà
con la quale il richiedente attesti la quota di proprietà e il
nominativo di ciascuno dei proprietari dell’unità strutturale o
delle unità immobiliari e di non avere ricevuto alcuna opposizione
o diniego da parte di tali soggetti.

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