
È davvero possibile offrire un ribasso del 100% sui
servizi tecnici senza essere esclusi dalla gara? E,
soprattutto, un’offerta di questo tipo è compatibile con il
principio dell’equo compenso oppure finisce per
svuotarlo di significato?
Il rapporto tra libertà dell’offerta economica
e tutela delle prestazioni professionali,
soprattutto negli appalti integrati, rappresenta una delle
questioni più delicate nelle procedure che prevedono l’affidamento
di servizi di ingegneria e architettura.
Una questione su cui è intervenuto il Correttivo al Codice con
l’art. 41, comma 15-bis, introducendo un
meccanismo che distingue nettamente tra una quota del compenso non
ribassabile e una quota che, invece, può essere oggetto di offerta
economica. In questo schema, il 65% resta fisso,
mentre il restante 35% può essere ribassato anche
integralmente.
È proprio qui che si apre il vero problema. Sebbene la norma
abbia costruito un equilibrio che, almeno sulla carta, consente di
salvaguardare l’equo compenso, la possibilità di
azzerare completamente la quota variabile rischia di innescare una
dinamica competitiva tutta giocata sul prezzo, con effetti che
potrebbero riflettersi
…continua a leggere
Tutti i diritti dei contenuti presenti in questo articolo sono della fonte e vengono riportati solo per “diritto di breve citazione” (art. 70 Legge n. 633/1941), indicando sempre la fonte, con relativo link al sito di provenienza. Leggi il Disclaimer.
