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Firma digitale e PEC: quando l’esclusione dalla procedura diventa illegittima

Firma digitale e PEC: quando l’esclusione dalla procedura diventa illegittima

È davvero legittimo escludere un operatore economico da una
procedura selettiva per il solo fatto che la domanda
inviata tramite PEC
registrata come domicilio digitale non
sia stata sottoscritta con firma digitale? E fino
a che punto la lex specialis può spingersi nel richiedere formalità
ulteriori rispetto a quelle già previste dall’ordinamento, senza
entrare in conflitto con le regole generali sull’amministrazione
digitale?

Nel progressivo processo di digitalizzazione dei procedimenti
amministrativi, la sottoscrizione degli atti è spesso terreno di
attrito tra esigenze di certezza formale e principio di massima
partecipazione.

Sul punto è intervenuto il TAR Lombardia con la
sentenza
del 16 dicembre 2025, n. 4213
, chiarendo in che
termini la trasmissione di una domanda tramite PEC dal domicilio
digitale dell’operatore economico può rappresentare una modalità
idonea a garantirne la validità, anche in assenza di firma
digitale.

Firma digitale e PEC: il confine tra formalismo ed
esclusione

La controversia trae origine da una procedura di manifestazione
di interesse finalizzata alla stipula
…continua a leggere

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