
Una tettoia realizzata senza titolo può evitare
la demolizione solo perché, successivamente, vi è stato installato
un impianto fotovoltaico? La presenza di un
impianto tecnologico legittimo è sufficiente a modificare la
risposta sanzionatoria dell’amministrazione?
E, più in generale, dove si colloca il punto di
equilibrio tra disciplina edilizia e politiche di
incentivazione delle fonti rinnovabili?
Domande tutt’altro che peregrine, se si considera un contesto
normativo sempre più stratificato, nel quale esigenze diverse –
governo del territorio, repressione dell’abuso edilizio e
transizione energetica – tendono inevitabilmente a sovrapporsi. Se
il
Testo Unico Edilizia continua a individuare nella
demolizione la regola per il ripristino della legalità urbanistica,
allo stesso tempo il legislatore ha progressivamente ampliato gli
spazi per la diffusione degli impianti da fonti rinnovabili,
intervenendo soprattutto sui regimi autorizzativi.
Non è raro ormai imbattersi in interventi nei quali elementi
tecnologici legittimi si innestano su manufatti la cui regolarità
edilizia è, quantomeno, problematica. Diventa quindi inevitabile
chiedersi se
…continua a leggere
Tutti i diritti dei contenuti presenti in questo articolo sono della fonte e vengono riportati solo per “diritto di breve citazione” (art. 70 Legge n. 633/1941), indicando sempre la fonte, con relativo link al sito di provenienza. Leggi il Disclaimer.
