
La fiscalizzazione edilizia non è mai stata un
tema semplice, ma negli ultimi anni è diventata uno dei punti più
sensibili dell’interpretazione urbanistica. Il motivo è evidente:
non riguarda soltanto la sorte dell’opera abusiva, ma incide
direttamente sulla ricostruzione dello
stato legittimo dell’immobile e, quindi, su
compravendite, asseverazioni, nuove pratiche edilizie e
responsabilità professionali.
La fiscalizzazione dell’abuso edilizio è il
meccanismo previsto dal Testo Unico Edilizia che
consente, in determinate condizioni, di sostituire la demolizione
con una sanzione pecuniaria sostitutiva della
demolizione, quando la rimozione dell’opera abusiva
risulta tecnicamente impossibile o comporterebbe un pregiudizio
alla parte conforme dell’edificio.
Per comprendere davvero il funzionamento della fiscalizzazione
occorre chiarire alcuni passaggi fondamentali:
- quando la demolizione può essere sostituita da una
sanzione pecuniaria prevista dal Testo Unico
Edilizia; - quali effetti produce la fiscalizzazione sulla ricostruzione
dello stato legittimo dell’immobile; - perché la fiscalizzazione non coincide con una
sanatoria edilizia.
Il legislatore non ha introdotto un istituto nuovo, ma ha
modificato il contesto nel
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