
Quesito – Ho letto il vostro articolo del
13 maggio scorso a firma dell’ing. Cristian Angeli dal titolo “CILA
Superbonus, la fine lavori è obbligatoria? Cosa rischiano tecnici e
committenti”, nel quale si parlava della necessità di effettuare
una formale fine lavori della CILAS per evitare possibili problemi
fiscali connessi al Superbonus.
Io mi trovo nella seguente situazione. Condominio con lavori
realizzati parzialmente, general contractor “fuggitivo”, direttore
dei lavori incaricato dal GC e praticamente irreperibile. Tramite
il nostro amministratore e con l’intervento di un legale abbiamo
risolto il contratto e, leccandoci le ferite, abbiamo deciso di
soprassedere per i lavori mancanti. Ci è stato detto che i SAL dei
quali abbiamo beneficiato dovrebbero essere salvi, grazie al
“Decreto Salva SAL” (DL 212/2023), ma ora mi viene il dubbio che la
mancata regolarizzazione della CILAS possa creare dei problemi.
Vorrei il parere dell’ing. Angeli.
L’esperto risponde
Il caso esposto dal lettore è particolarmente delicato ma,
purtroppo, tutt’altro che raro. Negli ultimi anni numerosi
interventi Superbonus sono rimasti
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