
Quando si parla di abusi edilizi, la prova dell’epoca di
realizzazione delle opere rappresenta uno snodo decisivo.
Da essa dipende, spesso in modo esclusivo, la possibilità stessa di
ottenere la sanatoria.
Lo dimostra l’art. 36 del d.P.R. n. 380/2001 (c.d.
doppia conformità), ma ancor di più lo stato
legittimo di un immobile, disciplinato dall’art. 9-bis del Testo
Unico Edilizia, ovvero l’insieme dei titoli abilitativi che ne
determinano la conformità edilizia e urbanistica.
Ma chi deve dimostrare quando un manufatto è stato costruito? È
sufficiente un atto notorio o una dichiarazione del precedente
proprietario? E strumenti digitali come Google
Earth o le ortofoto storiche presenti sui
portali istituzionali possono concorrere a provare la datazione
dell’opera?
A rispondere è il Consiglio di
Stato con la sentenza
del 22 dicembre 2025, n. 10223, con cui Palazzo Spada
si è pronunciato in merito alla presunta edificazione ante ’67 di
immobili realizzati senza titolo né autorizzazione paesaggistica in
area sottoposta a vincolo.
Google Earth e prova
…continua a leggere
Tutti i diritti dei contenuti presenti in questo articolo sono della fonte e vengono riportati solo per “diritto di breve citazione” (art. 70 Legge n. 633/1941), indicando sempre la fonte, con relativo link al sito di provenienza. Leggi il Disclaimer.
