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I diritti dell’inquilino – La Legge per Tutti

Chi decide di affittare casa è tutelato dalla legge che gli riconosce una serie di diritti. Vediamo quali sono, con una rapida occhiata anche ai doveri.

In questo articolo cercheremo di capire precisamente quali sono i diritti che ha l’inquilino nel momento in cui decide di ricorrere a un contratto di locazione (o di affitto) a uso abitativo.

Locazione: cos’è?

La locazione è il contratto con il quale una parte (il locatore, che nel linguaggio corrente è definito “padrone di casa”, “proprietario” e simili) si obbliga a far godere un bene all’altra (il conduttore, meglio noto come “inquilino” o “affittuario”), per un periodo di tempo determinato, in cambio di denaro. Molto spesso, invece che di locazione, nella vita di tutti i giorni, si parla di affitto ma non è proprio corretto o, meglio, non è la stessa cosa: infatti, per la legge la locazione si riferisce a beni mobili o immobili, mentre l’affitto riguarda mobili o immobili produttivi, cioè per esempio bar, ristoranti, terreni ecc… quindi, occhio alla differenza, per chi volesse approfondire, si legga Differenze tra affitto e locazione.

Inquilino: che diritti ha?

Veniamo, ora, al tema principale del nostro pezzo: quali sono i diritti dell’inquilino? Eccoli elencati di seguito:

  • ottenere in consegna un immobile in buono stato di manutenzione: nel caso in cui il bene, già al momento della consegna, presenta vizi talmente gravi da non poterlo utilizzare per l’uso pattuito (o se lo si può comunque usare a tal fine ma con difficoltà: pensiamo ad esempio ad un locale affittato da un avvocato per adibirlo a studio che presenta sulle pareti enormi chiazze di umidità), il conduttore può scegliere tra la risoluzione del contratto (nel senso che il legame previsto dal contratto si scioglie) e una riduzione del corrispettivo, purché non si tratti di vizi da lui conosciuti o facilmente riconoscibili. Qualora i vizi siano talmente tanto gravi da costituire addirittura pericolo per la salute del conduttore o dei suoi familiari o dipendenti, il conduttore può ottenere la risoluzione del contratto, a prescindere dalla circostanza che i vizi medesimi gli fossero noti, nonostante qualunque rinunzia;
  • abitare in un appartamento della cui manutenzione il locatore si occupi in modo costante e in maniera tale da renderlo idoneo all’uso convenuto (per capirci, il proprietario si deve occupare di tutte le riparazioni necessarie, salvo quelle di piccola manutenzione che spettano al conduttore: ad esempio, l’affittuario è tenuto a pagare i costi per la tinteggiatura delle pareti, per la riparazione del boiler, del frigorifero o di un termosifone guasto, o ancora la lamatura del parquet o del marmo. Ma se il frigorifero o il boiler o il termosifone vanno sostituiti, la spesa è a carico del proprietario. Sempre all’inquilino spettano, inoltre, la pulizia e la manutenzione ordinaria di impianti, arredi, rubinetterie, infissi, così come la riparazione o la sostituzione di vetri, prese, interruttori e cavi del citofono;
  • godere pacificamente dell’immobile durante tutta la durata del contratto: per esempio, se è necessario sostituire l’impianto idraulico che rende momentaneamente inagibile l’appartamento si ha diritto alla sospensione del canone e in alcuni casi al risarcimento del danno. Tra i proprietari è, inoltre, una pratica piuttosto diffusa quella di conservare una copia delle chiavi della casa in affitto. Abitudine non corretta perché con la locazione si trasferisce del tutto la disponibilità dei locali. L’inquilino può cambiare la serratura dell’appartamento, a patto di consegnare la chiave della nuova serratura o di ripristinare la vecchia al termine del contratto di affitto;
  • ottenere dal locatore il risarcimento dei danni che derivino dai vizi dell’immobile, a meno che il locatore non sia in grado di provare che, quando gli ha consegnato il bene, non sapeva della loro esistenza, senza essere colpevole di questa sua ignoranza;
  • ottenere una riduzione del canone di locazione se, in caso di riparazioni dell’appartamento, i lavori si prolunghino per oltre un sesto della durata della locazione e, in ogni caso, oltre i venti giorni (il canone, nel dettaglio, verrà ridotto, in proporzione all’intera durata delle riparazioni stesse e all’entità del mancato godimento dell’appartamento);
  • ottenere che il locatore lo garantisca dalle molestie – che diminuiscano l’uso o il godimento della cosa – ad opera di terzi che pretendono di avere diritti sull’immobile: in altre parole, se Tizio affitta un locale per aprire un bar, non dovrà, dopo poco, essere costretto a fare i conti con Caio che – ad esempio – dice che in realtà quel locale è suo in quanto egli lo ha usucapito.

Inquilino: che doveri ha?

Naturalmente, l’inquilino ha anche dei doveri, oltre a quello che viene subito in mente in questi casi e, cioè, pagare l’affitto:

  • tollerare il mancato godimento di parte dell’immobile locato nel caso in cui, nel corso della locazione, sia necessario eseguire riparazioni che non possano essere differite fino al termine del contratto;
  • avvertire il locatore immediatamente se terzi pretendono di avere diritti sull’immobile locato: è l’esempio di Tizio fatto sopra;
  • prendere in consegna l’appartamento e servirsene in modo diligente per l’uso stabilito nel contratto;
  • risarcire il danno se danneggia l’immobile, a meno che non provi che tale danno non sia a lui imputabile: pensiamo al caso in cui Sempronio dia fuoco alla casa perché si dimentica il gas acceso o a Mevio che ospita alcuni amici che, per puro divertimento, imbrattano i muri di casa;
  • restituire al termine del contratto l’immobile al locatore nel medesimo stato in cui l’ha ricevuto, fatto salvo il deterioramento derivante dall’uso del bene conforme a quello pattuito: in pratica, se le porte cigolano o se il parquet è rigato in qualche punto, l’inquilino non dovrà risponderne.

Link all’articolo Originale tutti i diritti appartengono alla fonte.

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