
Il parere paesaggistico negativo può essere considerato
automaticamente prevalente all’interno della conferenza di
servizi?
Il silenzio della Soprintendenza equivale a un assenso oppure
può essere interpretato come adesione alla posizione sfavorevole
espressa dall’amministrazione regionale? E la collocazione di un
impianto fotovoltaico nella fascia costiera è sufficiente a
giustificare il diniego?
A rispondere è stato il Consiglio di Stato con la
sentenza n.
2855/2026, relativa al procedimento avviato per la
realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra,
affrontando il rapporto tra produzione di energia da fonti
rinnovabili e tutela del paesaggio, soffermandosi sul funzionamento
della conferenza di servizi, sugli effetti dell’inerzia delle
amministrazioni coinvolte e sulla motivazione richiesta per negare
la realizzazione dell’impianto.
La sentenza non ha stabilito una generale prevalenza
dell’interesse energetico su quello paesaggistico, ma ha ribadito,
invece, che il dissenso deve essere espresso e valutato nel
rispetto delle regole procedimentali e deve spiegare per quali
ragioni lo specifico progetto risulti incompatibile con i valori
tutelati.
Impianti
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