
Negli ultimi anni, la gestione degli impianti sportivi locali si
è progressivamente spostata verso modelli più articolati, nei quali
l’amministrazione non è più l’unico soggetto protagonista, ma si
apre all’iniziativa di associazioni e società sportive, spesso
chiamate a farsi carico non solo della gestione, ma anche della
riqualificazione delle strutture.
In questo contesto si inserisce l’art. 5 del d.lgs.
38/2021, che ha introdotto un meccanismo innovativo: la
possibilità per i soggetti sportivi senza fini di lucro di proporre
interventi sugli impianti e, in caso di riconoscimento
dell’interesse pubblico, ottenere in via diretta
la gestione dell’impianto stesso.
Una soluzione che, almeno sulla carta, risponde a esigenze
concrete – valorizzazione del patrimonio esistente, promozione
dello sport di base, riduzione degli oneri per gli enti locali
– ma che, sul piano giuridico, impone di interrogarsi su come
questo affidamento diretto si collochi rispetto ai
principi di concorrenza, trasparenza e parità di trattamento che
governano i contratti pubblici.
È davvero sufficiente che un’associazione sportiva presenti una
proposta per arrivare all’affidamento diretto della gestione di
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