
I contratti di servizi affidati in base a un diritto
esclusivo, come quelli previsti dall’art. 56, comma 1,
lettera a), sono contratti che il Codice Appalti
qualifica come “esclusi”, ma che allo stesso tempo continuano a
gravitare nell’orbita dei principi fondamentali della materia dei
contratti pubblici.
Ed è proprio in questa zona di confine che si innesta la
questione dell’imposta di bollo: se il
contratto è escluso, si applica ancora il meccanismo “una tantum”
dell’art. 18, comma 10, del d.lgs. n. 36/2023, oppure occorre
tornare alla disciplina ordinaria del d.P.R. n. 642/1972, con tutti
gli effetti che ne derivano in termini di calcolo e di gestione
degli adempimenti?
A chiarire il punto è l’Agenzia delle Entrate,
con la risposta del
16 gennaio 2026, n. 1, che offre alcune
indicazioni utili su un punto destinato ad avere ricadute operative
immediate, soprattutto per chi, ogni giorno, è chiamato a impostare
correttamente la fase di stipula dei contratti pubblici, anche
quando il
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