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Incentivi auto: nuovi fondi dal Decreto Agosto | Il commento di UNRAE – HDmotori

Il Governo ha approvato il Decreto Agosto e quindi anche le nuove misure in favore del settore delle auto. Come noto, il Decreto Rilancio aveva stanziato 50 milioni di euro per la creazione di nuovi incentivi dedicati anche alle auto Euro 6 a basse emissioni inquinanti. Fondo che, però, è andato bruciato in appena una settimana. Attraverso il nuovo decreto, il Governo ha deciso di stanziare ulteriori soldi. In realtà, come già anticipato, muta leggermente anche la struttura degli incentivi stessi. L’approvazione è avvenuta “salvo intese tecniche”. Dunque, se non ci saranno intoppi, queste saranno le novità.

Il Governo ha deciso di stanziare 490 milioni di euro, 400 milioni per gli incentivi auto e 90 milioni per l’installazione delle colonnine per la ricarica delle auto elettriche ma solo per i professionisti e le imprese. Per quanto riguarda la struttura dei bonus per le auto, la novità maggiore riguarda la fascia di vetture con emissioni comprese tra 60 e 110 g/km che si sdoppia: da 61 a 90 g/km e da 91 a 110 g/km. La prima nuova fascia disporrà di un piccolo vantaggio economico. Come già detto in precedenza, si tratta di una mossa nata per agevolare le Full Hybrid.

L’incentivo, ovviamente, rimane sempre legato alla rottamazione e allo sconto obbligatorio da parte dei concessionari. Di seguito il completo schema dei nuovi fondi a disposizione.

  • Auto 0-60 g/Km di CO2: 50 milioni aggiuntivi
  • Auto 61-90 g/Km di CO2: 150 milioni aggiuntivi
  • Auto 91-110 g/Km di CO2: 100 milioni aggiuntivi

Gli incentivi hanno validità fino al 31 dicembre 2020 e sono così strutturati:

  • Fascia 0-20 g/Km di CO2: 8.000 euro + 2.000 euro con rottamazione | 5.000 euro + 1.000 euro senza rottamazione
  • Fascia 21-60 g/Km di CO2: 4.500 euro + 2.000 euro con rottamazione | 2.500 euro + 1.000 euro senza rottamazione
  • Fascia 61-90 g/Km di CO2: 1.750 euro + 2.000 euro con rottamazione | 1.000 euro + 1.000 euro senza rottamazione
  • Fascia 91-110 g/Km di CO2: 1.500 euro + 2.000 euro con rottamazione | 750 euro + 1.000 euro senza rottamazione

A seguito dell’approvazione del Decreto Agosto, UNRAE è intervenuta esprimendo soddisfazione per il rifinanziamento degli incentivi ma anche dubbi sull’allocazione dei fondi sulle varie fasce. Per questo, l’associazione auspica che vengano effettuate delle modifiche in sede di conversione del decreto in legge.

Positiva pure l’introduzione delle agevolazioni per l’installazione delle colonnine elettriche private, anche se occorreranno investimenti molto più ingenti per lanciare la mobilità elettrica.

UNRAE considera molto positivo il rifinanziamento dei fondi per il 2020 (i 50 milioni stanziati per il nuovo Ecobonus sono andati esauriti in una settimana), nonché l’aumento degli importi unitari dei contributi per la neo introdotta fascia 61-90 g/km di emissioni di CO2, anche se stupisce un tale cambiamento solo pochi giorni dopo l’approvazione della relativa legge e oggetto del rifinanziamento, per altro la proposta reiteratamente e originariamente formulata da UNRAE faceva riferimento al valore di 95 g/km, target europeo per le emissioni medie.

Tuttavia, l’introduzione di un plafond per ogni singola fascia incentivata non rispetta minimamente la reale capacità di assorbimento del mercato: il Centro Studi e Statistiche UNRAE stima che a fine anno avanzeranno svariate decine di milioni sulla porzione da 0 a 60 g/km, mentre potrebbero mancarne anche di più in quella da 61 a 110, di fatto rischiando di impedire l’effettivo rilancio del mercato, le potenzialità reali di ricambio efficace di parco circolante in rapporto alle risorse stanziate e l’extra gettito fiscale che ne dovrebbe conseguire.

Auspichiamo pertanto una modifica in sede di conversione, prevedendo un travaso automatico dei fondi all’atto dell’esaurimento di uno dei plafond, per garantire la massima operatività della norma a beneficio dei consumatori, dell’ambiente e della libera concorrenza. Nel metodo, come detto, dispiace il fatto che un impianto del genere, con modifiche così ravvicinate, potrà creare disguidi ai consumatori, sviati nelle proprie scelte, e agli operatori, impossibilitati a pianificare le attività produttive e commerciali, tutto ciò amplificato dall’esaurimento degli incentivi in vigore, determinato dal ritardo dell’approvazione del nuovo Decreto.

Nota: articolo aggiornato il 14 agosto con il commento di UNRAE.

Link all’articolo Originale tutti i diritti appartengono alla fonte.

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