
Secondo il
Rapporto INAIL 2025 sugli infortuni mortali e gravi, le
cadute dall’alto o in profondità costituiscono la
principale causa di morte nel settore delle costruzioni, con
un’incidenza che supera il 58% degli eventi analizzati.
Un rischio non solo noto, ma ampiamente studiato e normato,
rispetto al quale il sistema prevenzionistico offre strumenti
tecnici e organizzativi ben definiti. Proprio per questo, quando si
verifica un evento lesivo riconducibile a una caduta dall’alto, la
questione non è quasi mai legata alla mancanza di regole, quanto
piuttosto alla loro concreta applicazione all’interno del
cantiere.
In questo contesto tornano centrali alcune domande che
riguardano direttamente l’organizzazione dei lavori: chi
risponde quando si verifica una caduta dall’alto? La
presenza di più imprese e di più figure tecniche consente davvero
di attenuare le responsabilità oppure, al contrario, le moltiplica?
E ancora: un PSC redatto in modo generico può
considerarsi sufficiente a coprire gli obblighi del
coordinatore?
Sono interrogativi
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