
Quando un ordine di demolizione non viene
eseguito, fino a che punto l’amministrazione deve
specificare i confini dell’area acquisita?
L’effetto acquisitivo riguarda soltanto il manufatto e il sedime
o si estende anche alle aree pertinenziali? E,
soprattutto, cosa succede se il Comune individua il sedime dagli
atti, senza un frazionamento o una motivazione specifica?
La sentenza
del Consiglio di Stato del 18 settembre 2025, n. 7378,
affronta ancora una volta il nodo critico
dell’individuazione dell’area da acquisire in caso
di inottemperanza all’ordine di demolizione, riaffermando principi
fondamentali per tecnici e operatori del settore.
Acquisizione automatica del sedime: procedimento e motivazioni
secondo il Consiglio di Stato
Il caso riguarda l’impugnazione dell’accertamento
dell’inottemperanza alla demolizione di opere abusive, con
acquisizione gratuita dell’immobile e dell’area di sedime, ai sensi
dell’art. 31, comma 3, d.P.R. n. 380/2001 (Testo Unico
Edilizia).
Queste le motivazioni che il ricorrente aveva già segnalato in
rpimo grado:
- il manufatto sarebbe stato realizzato dalla precedente
proprietaria, e lui sarebbe stato
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