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La Balzana, l’assessore regionale Morcone: “E’ stata una pessima scelta. Non staremo a guardare” – La Repubblica

“Nessuno pensi che la Regione stia a guardare. Porremo la questione a livello centrale e chiederemo l’assegnazione della Balzana”. Il Prefetto Mario Morcone, assessore regionale della Campania alla Sicurezza, Legalita? e Immigrazione. scende in campo direttamente dopo l’uscita del Comune di Santa Maria La Fossa dal Consorzio Agrorinasce. La scelta del Comune casertano ha messo in discussione la realizzazione del progetto che prevede il recupero di uno dei beni-simbolo confiscati alla camorra in Campania, l’azienda agricola “La Balzana”, al centro del maxiprocesso “ Spartacus” ai clan di Casal di Principe. Il progetto approvato, è stato finanziato al Consorzio Agrorinasce, a cui aderiscono ancora i Comuni di San Cipriano di Aversa, Casapesenna, San Marcellino e Villa LIterno. Un progetto che il Cipe ha già finanziato per 15 milioni di euro e altri 15 sono previsti per il recupero definitivo di uno dei complessi agricoli più grandi d’Italia, costituito da 220 ettari di terreno agricolo, 10 ville bifamiliari, oltre 10 immobili produttivi, uffici, una piccola Chiesa e la scuola elementare, tutto localizzato a Santa Maria La Fossa.

“E’ stata una pessima scelta – dice l’assessore Morcone – quella del Comune di Santa Maria la Fossa – la Balzana, di cui peraltro mi  sono occupato in qualità di direttore dell’Agenzia nazionale sui beni confiscati nel 2010, è un bene altamente simbolico e strategico. Non solo dal punto di vista del contrasto alla criminalità organizzata, che è la cosa più importante, ma anche dal punto di vista economico, perché stiamo parlando di oltre 200 ettari di terreno ed è un pilastro sul quale si avviava la realizzazione del rilancio di un’economia di quell’area”.


Morcone non nasconde che nei giorni scorsi aveva parlato con il Prefetto di Caserta e con il ministero dell’Interno, per cercare di evitare che l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Nicolino Federico,  scegliesse di uscire dal Consorzio Agrorinasce.

“Sì –  conferma Morcone – c’è stata questa interlocuzione per chiedere al sindaco di soprassedere un attimo a questa decisione e per avere magari una riunione con i sindaci del Consorzio Agrorinasce, al quale anche la Regione avrebbe voluto offrire un tavolo per ricomporre eventuali problemi che ci potessero essere. Ma  il tema, evidentemente, non sono i problemi. Allora io mi domando – insiste l’assessore Morcone –  se un comune di 2600 abitanti ritiene, seriamente, in buona fede, di poter gestire un bene di quella dimensione, con le sue “fantastiche strutture amministrative” per la realizzazione di un progetto di 15 milioni di euro. Si pensi che il Bilancio del Comune non ha mai visto tali somme. Detto tutto questo, senza nessuna malizia – aggiunge Morcone –  ho anche interpellato l’Agenzia Nazionale per i beni confiscati,  il cui direttore mi ha assicurato che avrebbe convocato una riunione alla quale parteciperemo anche noi. In ogni caso, ci tengo a dire due cose. La prima è che la Regione Campania non consentirà in nessun caso un arretramento  sull’utilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Non solo per la Balzana, ma parlo anche di altri beni su cui notiamo che c’è un certo rallentamento negli stessi dello stanziamento per il loro riuso. La seconda questione, che riguarda la Balzana, spero  si possa ricomporre il tutto con gli altri comuni di Agrorinasce sul tavolo dell’Agenzia nazionale o un tavolo che siamo disposti a promuovere noi. Altrimenti, in ogni caso, la Regione porrà la questione a livello centrale e chiederemo l’assegnazione del bene. Nelle norme c’è esattamente la possibilità di una retrocessione all’agenzia  per il non utilizzo del bene e quindi ci sarà  la richiesta formale della regione Campania di gestire direttamente la Balzana. Quello che è certo è che non staremo a guardare”.

 

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