
Parlare della “congruità della manodopera” alla luce
dell’Interpello n. 4/2025
del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è
particolarmente importante perché tale interpello chiarisce con
precisione quando e come si
applica l’obbligo della verifica della congruità, soprattutto in
rapporto alle imprese “non edili”. Garantire la congruità della
manodopera significa assicurare che dietro ogni opera ci sia lavoro
regolare, tracciato e qualificato: un indicatore concreto di
qualità e responsabilità d’impresa. Qui di seguito sintetizzo i
principali motivi per cui è rilevante, con i punti chiave
dell’interpello e le implicazioni operative, allegando anche una
tabella operativa.
Contesto normativo e finalità
L’obbligo della verifica della congruità della manodopera (cd.
“D.M. n. 143/2021” –
“Verifica della congruità dell’incidenza della manodopera impiegata
nella realizzazione di lavori edili”) è stato introdotto con l’art.
8, comma 10-bis, del Decreto-Legge n.
76/2020, con l’obiettivo di contrastare il lavoro irregolare e
il dumping contrattuale nel settore dell’edilizia.
Questo obbligo prevede che per
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