
Sono sempre più numerose le pronunce dei Tribunali sulle
controversie che hanno avuto origine nella gestione degli
interventi incentivati con i bonus fiscali. Molte di queste vicende
non riguardano l’interpretazione delle norme ma i rapporti tra
committenti e imprese: lavori rimasti incompleti, cantieri
abbandonati, opere contestate, richieste di restituzione delle
somme pagate e presunti danni derivanti dalla perdita delle
agevolazioni.
In questo scenario si inserisce la sentenza n. 5967 del 16
aprile 2026 del Tribunale di Roma, che affronta una questione
particolarmente interessante perché collega il tema
dell’inadempimento contrattuale a quello della cessione del
credito. La decisione offre infatti alcuni spunti che vanno oltre
il caso specifico e che potrebbero avere rilevanza in numerose
controversie ancora aperte, soprattutto quelle nate nel periodo in
cui lo sconto in fattura e la cessione dei crediti rappresentavano
strumenti ordinari di finanziamento degli interventi edilizi.
Il caso: opere parzialmente eseguite e richieste
risarcitorie
La vicenda trae origine da un contratto di appalto stipulato nel
2021 per l’esecuzione di lavori agevolati mediante Bonus
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