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L’errore nell’indicazione del codice tributo – Il Sole 24 ORE – Il Sole 24 Ore

Nel caso in cui a versamento Imu o Tasi eseguito il contribuente si accorga di avere erroneamente compilato il modello di versamento F24 attribuendo, ad esempio, errati codici tributo oppure distribuendo in modo errato l’imposta per i diversi immobili, sempreché il totale versato corrisponda a quanto complessivamente dovuto, è possibile correggere questa tipologia di errore semplicemente inoltrando all’ufficio comunale competente una comunicazione, in carta semplice, indicando i dati errati inseriti nel modello F24 e le corrispondenti correzioni da apportare. L’ufficio comunale, una volta ricevuta la comunicazione, provvederà a modificare i dati erronei di versamento pervenuti dall’agenzia delle Entrate.

Con l’eliminazione dell’Imu sulla abitazione principale, con l’eccezione degli immobili accatastati nelle categorie A/1, A/8 e A/9, questa tipologia di errore è oggi meno frequente ma ancora possibile visto i molteplici codici tributo Imu e Tasi: se, ad esempio, il contribuente ha indicato nel modello di pagamento F24 il codice tributo 3912, relativo all’Imu sulla abitazione principale, in luogo del codice tributo 3958, relativo alla Tasi sulla abitazione principale, può appunto correggere tale errore attraverso una semplice comunicazione all’ufficio comunale competente, sempreché, ovviamente, l’importo sia stato correttamente calcolato e versato.

La legge di Stabilità 2013 ha eliminato la ripartizione del gettito Imu tra Stato e Comuni, eliminando quasi completamente questa casistica di errore che, però, rimane possibile per gli immobili per i quali è ancora dovuta una quota statale, gli immobili produttivi di categoria D, il cui gettito Imu è infatti di esclusiva competenza statale, fatto salva la possibilità, per i Comuni, di incrementare la quota statale.

In questo caso, il maggior gettito è di competenza comunale: se il contribuente, anziché utilizzare il codice tributo 3925 per la quota statale e il codice tributo 3930 per la quota di maggiorazione comunale, utilizza erroneamente solo uno di questi codici, può correggere l’errore semplicemente presentando all’ufficio comunale competente un’istanza di correzione nella quale evidenzierà che l’importo totale versato è quello giusto e che c’è stato un errore nella ripartizione della somma versata tra il comune e lo Stato. Spetterà al Comune , dopo la presentazione dell’istanza, il compito di effettuare le relative regolazioni finanziarie. L’Imu, a prescindere dalla ripartizione del gettito, è un tributo locale e, pertanto, tutte le funzioni di riscossione e accertamento sono di esclusiva competenza locale.

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