
Oltre a rappresentare un requisito formale, la
qualificazione SOA incide in modo diretto sulla
capacità dell’impresa di partecipare alle gare, di competere su
determinati importi e, in definitiva, di operare stabilmente nel
settore dei lavori pubblici.
Proprio per questo, ogni criticità che si innesta nel
procedimento di qualificazione può trasformarsi in difficoltà
concrete per gli operatori economici.
Ma, per esempio, è sufficiente dimostrare l’inerzia di ANAC
rispetto al mancato riconoscimento di una classifica SOA
più elevata per ottenere un risarcimento
dall’Autorità? E cosa deve provare, in concreto, l’operatore
economico quando invoca il danno da mancata qualificazione?
Sono interrogativi più che legittimi, considerato che la
possibilità di risarcimento non è automatica: rimane sempre da
dimostrare il nesso causale e la prova del danno
effettivamente subito.
A spiegarlo è il Consiglio di Stato con la
sentenza
dell’8 gennaio 2026, n. 142, affrontando un caso di
risarcimento connesso al mancato conseguimento di una classifica
SOA più elevata e chiarendo fino a che punto l’omissione
dell’Autorità
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