
“Il caro materiali resta una spada di Damocle per i cantieri
pubblici italiani.” Con queste parole la presidente
dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE),
Federica Brancaccio, ha sintetizzato l’allarme
lanciato nel corso dell’audizione davanti alle Commissioni Bilancio
di Senato e Camera sul disegno di legge di Bilancio 2026-2028.
“L’Ance – sottolinea la presidente dei costruttori
italiani – esprime forte preoccupazione per l’assenza nella
manovra di misure relative al caro materiali, una problematica che,
se non risolta, rischia di portare molti cantieri pubblici al
collasso e rappresenta una minaccia per le previsioni di crescita e
occupazione formulate dal Governo per il 2026.”
La presidente Brancaccio ricorda come il nodo dei prezzi
continui a pesare su tutto il comparto. “I prezzi sono ancora
superiori del 30-40% rispetto a quelli di gara, anche a causa delle
tensioni internazionali e dell’aumento dell’incertezza globale. In
molti casi abbiamo cantieri appaltati anni fa, alcuni anche prima
del Covid, e che quindi non possono beneficiare della revisione
prezzi introdotta due anni fa dal Codice
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