
Uno dei problemi che più frequentemente si è posto nei cantieri
degli ultimi anni, soprattutto durante la stagione del Superbonus,
riguarda l’evoluzione dei lavori nel corso della loro esecuzione.
Interventi inizialmente progettati in un modo sono stati modificati
per adeguarsi a nuove esigenze tecniche, all’aumento dei costi dei
materiali, ai ritardi autorizzativi o alle mutate condizioni
normative.
È accaduto così che molti condomìni abbiano sostituito il
cappotto termico tradizionale con il cosiddetto nano cappotto,
oppure abbiano integrato il progetto con lavorazioni ulteriori
rispetto a quelle inizialmente deliberate. Da qui una domanda che
continua ad alimentare il contenzioso: si tratta ancora dello
stesso appalto oppure di un nuovo intervento che richiede una nuova
deliberazione assembleare e il rispetto di tutti gli adempimenti
previsti dalla legge?
Su questo tema è intervenuto il Tribunale di Busto Arsizio con
la sentenza
n. 608 del 9 giugno 2026, destinata ad assumere
rilievo ben oltre il caso concreto.
Il caso:
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