
Un lettore ha contestato l’articolo “Muffa
in casa: cause, rischi per la salute e perché l’antimuffa non
basta” pubblicato il 2 aprile 2026, obiettando che la
soglia di umidità relativa superficiale superiore all’80% indicata
per la crescita fungina sarebbe errata.
A supporto della propria osservazione, sono stati richiamati i
requisiti ecologici dello Stachybotrys chartarum (attività
dell’acqua ≥ 0,94 e umidità relativa intorno al 93%), concludendo
che l’articolo conterrebbe un’informazione non corretta.
La contestazione merita attenzione, ma si basa su un presupposto
non condivisibile: assumere che le condizioni di crescita di una
singola specie possano rappresentare la soglia generale di sviluppo
delle muffe negli edifici. Inoltre, l’articolo tratta della
crescita fungina negli edifici in
generale, non di una singola specie. Lo
Stachybotrys chartarum è, nella classificazione
scientifica elaborata da Grant et al. (1989) e ripresa da Nielsen
(2002), un colonizzatore terziario: l’ultimo
stadio della catena di colonizzazione, non il primo.
