
Il silenzio
assenso può davvero sopperire alla mancanza
dell’autorizzazione paesaggistica? E cosa rimane al privato quando
il permesso di costruire viene annullato perché
rilasciato in violazione di vincoli sovraordinati?
Ha senso parlare di un nuovo
titolo edilizio oppure, una volta riconosciuta l’illegittimità
dell’intervento, la demolizione diventa pressoché
inevitabile?
Sono interrogativi che emergono
con forza dal
parere del CGARS del 29 ottobre 2025, n. 245,
chiamato a valutare la legittimità dell’annullamento in autotutela
di un permesso di costruire e del conseguente ordine di
demolizione.
La complessità del caso offre
l’occasione per fare un punto chiaro su tre aspetti fondamentali:
autorizzazione paesaggistica, corretta qualificazione degli
interventi edilizi e limiti della sanatoria post-annullamento.
Silenzio assenso sul nulla
osta paesaggistico: il parere del CGARS
La controversia nasce da un
intervento edilizio articolato, portato avanti dalla società
ricorrente attraverso due titoli poi dichiarati illegittimi dal
Comune: un permesso
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