
È possibile qualificare come pertinenze
urbanistiche una serie di manufatti realizzati nel tempo
accanto a un fabbricato principale? Il decorso di molti
anni dalla realizzazione delle opere può impedire al
Comune di ordinare la demolizione? E, soprattutto,
quando più interventi realizzati su uno stesso immobile devono
essere valutati singolarmente e quando invece l’amministrazione può
considerarli nel loro insieme?
Sono questioni che ricorrono frequentemente nella pratica
amministrativa e nel contenzioso edilizio. Su questi temi il
Consiglio di Stato è tornato con la sentenza
n. 2086 del 13 marzo 2026, ribadendo alcuni principi
ormai consolidati della giurisprudenza urbanistica. In particolare
la decisione richiama tre profili centrali: la nozione di
pertinenza urbanistica, il principio della valutazione unitaria
dell’abuso edilizio e la natura vincolata dell’ordine di
demolizione.
Abusi edilizi in area agricola e ordine di demolizione: il caso
esaminato dal Consiglio di Stato
La vicenda trae origine da un’ordinanza comunale con la quale
veniva ingiunta la demolizione delle opere
abusive, consistenti in
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