
Nonostante sia in vigore da oltre un ventennio, molte delle
disposizioni contenute nel d.P.R. n. 380/2001 (Testo
Unico Edilizia) continuano a sollevare domande nuove e
a ricevere risposte nuove. E non stiamo parlando solo di norme
inserite nel corso degli anni, ma addirittura di procedure che
dovrebbero ormai essere chiare e pacifiche.
Tra queste, immancabilmente, l’ordine di demolizione e la
disciplina contenuta all’art. 31 che assegna un termine di novanta
giorni per ottemperare, pena l’acquisizione gratuita al patrimonio
del Comune del bene e delle aree indicate dalla norma.
Ma cosa accade a questo termine se l’ordine di demolizione viene
impugnato e si ottiene la sospensiva? E se il ricorso viene
respinto, il termine riparte da zero o solo per la parte residua? E
se è già scaduto, l’immobile passa davvero al patrimonio del
Comune?
Come spesso accade, a rispondere è la giustizia amministrativa,
in questo caso l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato
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