
Nel nuovo quadro delineato dal Codice dei contratti pubblici, la
spinta verso procedure più snelle e orientate al risultato convive
con alcune regole inderogabili, soprattutto quando
si entra nel perimetro degli obblighi documentali connessi ai
requisiti di ordine generale.
Si tratta di temi particolarmente sensibili, anche alla luce dei
principi di tutela del lavoro e di
sostenibilità sociale, che nella pratica incidono
direttamente sulla legittimità delle aggiudicazioni e sulla tenuta
complessiva delle procedure.
Ma qual è il corretto equilibrio tra rigidità delle regole di
gara e favor partecipationis, specie in presenza
di omissioni documentali che non incidono sul contenuto
tecnico-economico dell’offerta? E, soprattutto, fino a che punto il
soccorso istruttorio può essere utilizzato senza
trasformarsi in uno strumento surrettizio di integrazione postuma
dei requisiti?
È in questo quadro che si inserisce la sentenza
del Consiglio di Stato, 9 gennaio 2026, n. 2026,
offrendo spunti operativi di particolare rilievo per chi,
quotidianamente, si confronta con la gestione delle
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