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Partenariato pubblico-privato senza prelazione: cosa cambia dopo la sentenza CGUE

Partenariato pubblico-privato senza prelazione: cosa cambia dopo la sentenza CGUE

Continua a far discutere la sentenza
della Corte di giustizia UE (causa C-810/24)
, che ha
messo uno stop al diritto di prelazione del promotore nella
finanza di progetto
, aprendo un fronte delicato
sull’intero sistema del partenariato
pubblico-privato
.

Secondo quanto affermato dai giudici europei, non è
compatibile
con il diritto dell’Unione un meccanismo che
consente al promotore di adeguare la propria offerta a quella
dell’aggiudicatario e ottenere comunque il contratto, limitandosi
al rimborso delle spese entro il tetto del 2,5%. Un meccanismo che
altera l’equilibrio competitivo e mette a rischio la reale
contendibilità dell’affidamento.

Su questo scenario si inserisce l’iniziativa parlamentare
dell’on. Erica Mazzetti (FI), che ha depositato
alla Camera una risoluzione per chiedere al
Governo interventi urgenti a tutela delle procedure in corso e del
mercato del PPP.

La
risoluzione Mazzetti: obiettivo salvare PPP e gare in corso

L’intervento parlamentare si colloca esattamente in questo
contesto di incertezza applicativa. Come ha
spiegato la stessa Mazzetti, «il nuovo Codice
…continua a leggere

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