
Il confine tra compatibilità paesaggistica e
sanatoria edilizia continua a generare incertezze
applicative. Cosa accade quando il proprietario, destinatario di un
ordine di demolizione, tenta di “bloccarlo”
presentando una domanda di accertamento
paesaggistico? Può la tutela del paesaggio incidere sugli
effetti di un abuso edilizio?
Accertamento di compatibilità paesaggistica: gli effetti
sull’ordine di demolizione
Interviene su un ambito spesso oggetto di contenzioso la
sentenza del
TAR Lazio, 14 aprile 2025, n. 7293, che ha respinto il
ricorso proposto contro un’ordinanza di demolizione disposta per
opere realizzate in assenza di permesso di
costruire su area sottoposta a vincolo
paesaggistico.
Nel caso esaminato, la ricorrente aveva realizzato due
manufatti:
- un pergolato di oltre 17 mq con struttura in
legno e copertura in materiale plastico traslucido; - una tettoia parzialmente chiusa con pannelli e
tegole, a copertura di una corte esterna.
Entrambi gli interventi erano stati eseguiti senza
titolo edilizio su un’area gravata da vincolo
paesaggistico. Dopo la notifica dell’ingiunzione a demolire, la
proprietaria aveva presentato un’istanza
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