
Quando una copertura leggera su un terrazzo può
davvero essere considerata edilizia libera? La
sostituzione di un elemento degradato può rientrare tra gli
interventi di manutenzione ordinaria anche se
insiste su un manufatto mai autorizzato? E quanto conta, nella
qualificazione dell’intervento, la pretesa “modestia” delle
dimensioni rispetto all’edificio principale?
A queste domande se ne affianca un’altra in cui spesso incappano
tecnici e addetti del settore: chi deve dimostrare l’epoca
di realizzazione di un manufatto e con quali
strumenti?
La corretta datazione delle opere, soprattutto
quando si fa riferimento a strutture “storiche”, presenti da
decenni ma prive di un titolo originario certo, rappresenta infatti
uno dei nodi più delicati del contenzioso edilizio.
Sul punto, la giurisprudenza ha progressivamente chiarito che
l’onere della prova grava sul privato, chiamato a
dimostrare in modo rigoroso la preesistenza dell’opera rispetto
all’introduzione dell’obbligo del titolo edilizio. Un onere che,
oggi, si confronta sempre più spesso con strumenti di accertamento
oggettivo come Google Earth e Google Maps,
utilizzati dalle amministrazioni – e valorizzati dai giudici
– per verificare la
…continua a leggere
Tutti i diritti dei contenuti presenti in questo articolo sono della fonte e vengono riportati solo per “diritto di breve citazione” (art. 70 Legge n. 633/1941), indicando sempre la fonte, con relativo link al sito di provenienza. Leggi il Disclaimer.
