
Gli interventi sulle facciate condominiali
mettono insieme due piani, quello del diritto civile e quello della
conformità urbanistico-edilizia disciplinata dal Testo Unico
Edilizia, con risvolti non sempre semplici da gestire. Questo
accade soprattutto perché la realizzazione dell’opera coinvolge
anche il rapporto tra privati quando i lavori incidono su
parti comuni o sul decoro
architettonico dell’edificio.
Può un intervento di questo genere essere autorizzato senza il
consenso dell’assemblea? L’amministrazione comunale deve limitarsi
a verificare la conformità edilizia, oppure può fermarsi davanti a
un problema tra proprietari? E soprattutto, in questo contesto,
cosa significa davvero “avere titolo” per
richiedere un permesso di costruire?
La risposta a queste domande si colloca spesso in uno spazio di
incertezza operativa, nel quale interventi formalmente assentibili
sotto il profilo urbanistico risultano, in concreto, non
realizzabili per la mancanza di un titolo
civilistico adeguato.
La sentenza
del Consiglio di Stato del 2 marzo 2026 n. 1613
affronta in modo diretto questo nodo, chiarendo fino a
…continua a leggere
Tutti i diritti dei contenuti presenti in questo articolo sono della fonte e vengono riportati solo per “diritto di breve citazione” (art. 70 Legge n. 633/1941), indicando sempre la fonte, con relativo link al sito di provenienza. Leggi il Disclaimer.
