
Quando un’opera può davvero essere considerata
pertinenza urbanistica e quando, invece, si
trasforma in nuova costruzione? È sufficiente che
sia funzionale all’attività svolta nell’immobile principale per
evitare il permesso di costruire? E può la
destinazione d’uso del fabbricato principale
estendersi automaticamente anche ai manufatti accessori?
Sono domande che chi opera nel settore edilizio si trova ad
affrontare spesso e che, nonostante una
giurisprudenza ormai ampia, continuano a generare
più di un’incertezza applicativa, soprattutto nei contesti
produttivi, dove le esigenze operative portano facilmente alla
realizzazione di strutture percepite come accessorie ma che, sotto
il profilo urbanistico, possono assumere un peso ben diverso. Su
questo terreno è intervenuto il Consiglio di Stato
con la sentenza
n. 2134 del 16 marzo 2026, offrendo una lettura chiara
ma al tempo stesso rigorosa, che riprende principi già noti e li
applica in modo molto netto al caso esaminato.
Pertinenza urbanistica capannone e platea: il caso esaminato dal
TAR e il ricorso
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