
Troppi commissari straordinari con regimi differenti, deroghe
che rischiano di comprimere controlli e tracciabilità e la
necessità di evitare passi indietro sulla digitalizzazione degli
appalti.
Sono questi alcuni dei passaggi più significativi
dell’audizione del Presidente dell’ANAC,
Giuseppe Busìa, davanti all’VIII Commissione
Ambiente della Camera nell’ambito dell’esame
del disegno di legge C. 2920, di
conversione del decreto-legge 7 maggio 2026,
n. 66 sul cosiddetto “Piano Casa”.
Un intervento che non si è limitato a valutare il provvedimento
nel suo complesso, ma che ha messo in evidenza diversi nodi
relativi all’attuazione degli interventi, al coordinamento tra
amministrazioni e alla gestione degli appalti pubblici.
Piano Casa e deroghe normative: ANAC avverte sui rischi per
controlli e coordinamento
Tra i temi maggiormente evidenziati da Busìa c’è quello della
proliferazione delle strutture commissariali.
Secondo il Presidente dell’ANAC, “la moltiplicazione dei
Commissari crea troppi regimi speciali che si sovrappongono e
rischiano di creare incertezze”, sottolineando come questo
approccio possa tradursi non in una reale accelerazione delle
procedure, ma in nuovi
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