
Quando un’Autorità di vigilanza segnala al legislatore che una
norma non funziona, la parte più delicata del documento non è quasi
mai la diagnosi ma la cura che propone.
La diagnosi si misura sui fatti e regge o non regge. La cura
porta invece con sé una scelta di architettura istituzionale, che
va discussa per quello che è e a prescindere dalla fondatezza dei
rilievi che l’hanno originata.
L’Atto di
segnalazione n. 3 del 7 luglio 2026, con cui ANAC
interviene sulle nuove modalità di assolvimento degli obblighi di
trasparenza introdotte dall’art. 8 del D.L.
n. 19/2026 (convertito dalla Legge n. 50/2026), va
letto con questa doppia lente.
I problemi che elenca sono documentati e verificabili uno per
uno. Il rimedio che indica passa, però, tutto da una piattaforma
che gestisce l’Autorità stessa, e vale la pena dirlo senza
imbarazzo, perché è un dato
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