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PIRT e abusi edilizi: la pianificazione non può sostituire l’accertamento di sanabilità

PIRT e abusi edilizi: la pianificazione non può sostituire l’accertamento di sanabilità

Un Piano di Intervento di Recupero Territoriale
(PIRT) può essere utilizzato per superare il
problema di abusi edilizi non ancora sanati? È
sufficiente che le opere ricadano nel periodo temporalmente
rilevante ai fini del condono statale
per legittimare un
piano di recupero? Oppure la pianificazione urbanistica deve, prima
di tutto, fare i conti con la sanabilità
dell’abuso
, secondo la disciplina vigente?

Interrogativi tutt’altro che teorici, che toccano un nodo
ricorrente nella pratica urbanistica: il rapporto, spesso forzato,
tra strumenti di recupero del territorio e
procedimenti di sanatoria edilizia.

PIRT e abusi edilizi: i limiti chiariti dal Consiglio di
Stato

Su questo punto interviene in modo netto la sentenza n.
8623 del 5 novembre 2025
del Consiglio di Stato,
chiarendo quando il diniego di un PIRT non rappresenta una scelta
discrezionale, ma una conseguenza necessaria del quadro
normativo.

La vicenda sottoposta al giudice amministrativo nasce dalla
richiesta di approvazione di un Piano di Intervento di
Recupero Territoriale
riferito a
…continua a leggere

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