
Quando il pane non basta
«Non di solo pane vivrà l’uomo». Con
queste parole — tratte dall’Antico Testamento (Deuteronomio) e
riprese nei Vangeli di Matteo e Luca — Gesù risponde alla
tentazione del diavolo di trasformare le pietre in pane dopo
quaranta giorni di digiuno nel deserto. Una frase che tutti abbiamo
sentito, spesso senza conoscerne l’origine e, ancor più spesso,
citata al presente (“vive”), come se riguardasse solo l’urgenza dei
bisogni immediati e non la dimensione sistemica che sostiene
davvero la qualità della vita.
Il messaggio, invece, è tutt’altro: non limita
il futuro dell’uomo, ma lo richiama alla sua essenza, invitandolo a
vivere il presente con uno sguardo attento sul domani.
La frase prosegue: «[…] ma di ogni parola che esce dalla
bocca di Dio», ricordando che la vita non si fonda solo su ciò
che nutre il corpo, ma su ciò che dà forma all’esistenza: senso,
relazioni, responsabilità, direzione.
Oggi, credenti o meno, dovremmo riscoprire la forza di quelle
parole. Gesù affronta la
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