
È possibile beneficiare dell’agevolazione “prima casa” se
l’immobile acquisito per successione è censito su due particelle
appartenenti a comuni catastali diversi e, proprio per questo, non
può essere accorpato catastalmente?
L’impossibilità della fusione catastale è sufficiente a far
perdere il beneficio fiscale?
A queste domande risponde l’Agenzia delle
Entrate con la risposta
del 14 luglio 2026, n. 145, affrontando un caso
tutt’altro che infrequente nella prassi notarile e chiarendo che il
limite tecnico derivante dalla disciplina catastale non impedisce,
di per sé, il riconoscimento dell’agevolazione prima casa. La
soluzione individuata dall’Agenzia passa, però, attraverso
l’istituto dell’unione di fatto ai fini fiscali, che consente di
considerare unitariamente un fabbricato formalmente censito su due
particelle, purché queste siano prive di autonomia funzionale e
reddituale.
Successione e agevolazioni prima casa: spettano anche per un
immobile situato su due comuni catastali?
L’istanza è stata presentata dalla moglie e dai figli del de
cuius, eredi di un fabbricato costituito da un’unica
abitazione e
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