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Principio di rotazione e fasce di valore: quando l’art. 49 non impone l’alternanza

Principio di rotazione e fasce di valore: quando l’art. 49 non impone l’alternanza

La rotazione è davvero una regola di alternanza
automatica tra operatori economici? Oppure può essere modulata in
funzione dell’importo del contratto? E ancora: un affidamento di
modesto valore incide sulla sequenza oppure resta neutro ai fini
della verifica?

Il principio di rotazione di cui all’art. 49
del Codice dei contratti pubblici non si limita a
ribadire l’esigenza di evitare il consolidamento di posizioni
privilegiate, ma, con il comma 3, introduce una struttura più
articolata, consentendo alle stazioni appaltanti di disciplinarne
l’applicazione anche attraverso l’individuazione di fasce
di valore
.

Ed è proprio qui che nasce il dubbio se la rotazione vada letta
come divieto assoluto di riaffidamento nello stesso settore
merceologico, oppure come regola che opera entro segmenti economici
omogenei.

Nella pratica, per i RUP, significa capire se
un affidamento da 4.000 euro incide sulla sequenza di uno da
15.000; o, ancora, valutare se la stessa impresa possa essere
nuovamente affidataria quando l’importo si colloca in una fascia
diversa; significa, in definitiva, evitare sia applicazioni
eccessivamente rigide sia comportamenti che
…continua a leggere

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