
Nel procedimento di valutazione di impatto
ambientale, soprattutto nei casi in cui sono coinvolti più
Ministeri, il ricorso avverso il silenzio non sempre è lo strumento
corretto e, in alcune fasi del procedimento, rischia di perdere del
tutto il suo presupposto.
Il punto non è se l’amministrazione abbia formalmente concluso
il procedimento, ma capire se esso si sia effettivamente arrestato
oppure se stia proseguendo, anche se su un piano diverso rispetto a
quello originario.
A chiarire questo passaggio è il Consiglio di
Stato con la sentenza
del 13 marzo 2026, n. 2080, spiegando che, quando
in presenza di un dissenso tra amministrazioni la decisione viene
rimessa al Consiglio dei Ministri ai sensi
dell’art. 5, comma 2, lett. c-bis), Legge n. 400/1988, non si è più
in presenza di inerzia e il ricorso contro il
silenzio diventa improcedibile.
Procedure VIA: quando il ricorso contro il silenzio inerzia diventa
improcedibile
La vicenda nasce all’interno di un procedimento di
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