
Salvare le procedure già avviate, eliminare il diritto
di prelazione dove non è più applicabile, garantire al
promotore il rimborso delle spese sostenute e riscrivere la
disciplina della finanza di progetto senza tornare alla doppia
gara.
È questa la linea indicata dall’ANCE
nell’audizione
presso la Commissione Ambiente della Camera, svolta
nell’ambito dell’esame delle risoluzioni n.
7-00375, a prima firma Mazzetti, e n.
7-00390, a prima firma Bonelli, entrambe dedicate alle
conseguenze della sentenza
con cui la Corte di giustizia dell’Unione europea ha dichiarato
incompatibile con il diritto europeo il meccanismo nazionale di
prelazione del promotore.
Le due iniziative parlamentari partono dal medesimo problema, ma
prospettano soluzioni in parte differenti per la gestione
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