
Quando può dirsi regolarmente convocata un’assemblea
condominiale? La verifica della prima convocazione deve risultare
dal verbale della seconda? È possibile deliberare se mancano le
tabelle millesimali? E quali requisiti deve avere il luogo scelto
dall’amministratore per la riunione?
Sono questioni apparentemente semplici e spesso date per
acquisite nella gestione quotidiana del condominio, ma che possono
diventare decisive quando una deliberazione viene impugnata.
A fare il punto su diversi aspetti del procedimento assembleare
è la Corte di Cassazione con la sentenza n. 23547 del
20 luglio 2026, pronunciandosi sul ricorso di un
condomino contro una deliberazione assembleare. La Seconda Sezione
civile ha rigettato integralmente il ricorso, ma la decisione vale
meno per l’esito che per la ricostruzione delle regole che
amministratori e condòmini devono osservare dalla convocazione fino
alla deliberazione, senza introdurre principi radicalmente
nuovi.
Tabelle millesimali: l’assemblea può deliberare anche se
mancano
Uno dei passaggi più interessanti riguarda le tabelle
millesimali.
La Cassazione ribadisce che la loro mancata approvazione non
impedisce di per sé il
…continua a leggere
Tutti i diritti dei contenuti presenti in questo articolo sono della fonte e vengono riportati solo per “diritto di breve citazione” (art. 70 Legge n. 633/1941), indicando sempre la fonte, con relativo link al sito di provenienza. Leggi il Disclaimer.
