
Il quinto d’obbligo va sempre incluso nel
valore dell’appalto, anche quando serve solo a
recuperare il ribasso d’asta? E cosa accade
quando, per previsione contrattuale, si sa già che quell’opzione
non porterà a un aumento dell’importo complessivo
pagabile? È possibile non considerarlo nel calcolo
dell’importo stimato?
Sono domande che intercettano un nodo operativo, perché incidono
direttamente sulla costruzione della gara e sui
requisiti di partecipazione. A chiarire il punto è
il Supporto Giuridico del Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) che,
con il parere n. 4072 del
2 marzo, ha fornito indicazioni sul corretto calcolo
dell’importo stimato di un appalto di lavori ai sensi dell’art. 14,
comma 4 del D.Lgs. n. 36/2023 (Codice dei contratti).
Il quesito al MIT: opzione sul ribasso e importo stimato
dell’appalto
In particolare, è stato chiesto se, in presenza di una
clausola di opzione prevista ai sensi dell’art.
120, comma 1, lettera a), del Codice, limitata al solo recupero dei
ribassi d’asta e comunque entro i
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