
Il quinto d’obbligo può essere utilizzato anche negli
affidamenti diretti oppure resta confinato alle sole procedure di
gara? La previsione dell’art. 120 del D.Lgs. n. 36/2023 richiede
necessariamente documenti di gara oppure può trovare spazio anche
nella determina di affidamento? E, soprattutto, come si calcola
correttamente l’importo dell’appalto quando si decide di inserire
questa opzione?
Sono domande che nascono da un dato normativo che, letto in modo
letterale, sembra costruito attorno alle procedure di gara, ma che
nella pratica si confronta con un utilizzo sempre più frequente
degli affidamenti diretti. Proprio su questo punto è intervenuto il
Supporto giuridico del Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti con il
parere n. 4199 del 21 aprile 2026, offrendo un
chiarimento puntuale sia sull’applicabilità dell’istituto sia sulla
corretta determinazione dell’importo dell’affidamento.
Estensione del quinto d’obbligo negli affidamenti diretti, il
quesito al MIT
Il parere del MIT prende le mosse da un dubbio molto
circoscritto
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