
Dalla riforma del 2016 arrivata con il Decreto SCIA (D.Lgs. n.
222/2016), l’azione amministrativa dei Comuni si è
progressivamente spostata da un controllo preventivo ad uno
successivo. Non è più il titolo rilasciato dall’ufficio ad aprire
il cantiere, ma è il privato a dichiarare sotto la propria
responsabilità la conformità delle opere, mentre
all’amministrazione resta il compito di verificare e, se del caso,
intervenire dopo.
Questo spostamento di baricentro porta con sé un contrappeso
naturale, ovvero il potere di autotutela con cui il Comune può
ancora annullare gli effetti della segnalazione quando ne riscontri
l’illegittimità. È un potere reale, ma non illimitato, perché deve
misurarsi con le garanzie partecipative del privato e con
l’affidamento che matura su una SCIA ormai consolidata. Ed è
proprio sul confine di quel potere che si gioca la vicenda, quando
l’intervento tardivo dell’ufficio rischia di travolgere una
posizione che il tempo e il silenzio hanno reso stabile.
Fino a che punto, allora, può spingersi l’autotutela comunale
…continua a leggere
Tutti i diritti dei contenuti presenti in questo articolo sono della fonte e vengono riportati solo per “diritto di breve citazione” (art. 70 Legge n. 633/1941), indicando sempre la fonte, con relativo link al sito di provenienza. Leggi il Disclaimer.
