
Nella valutazione di un immobile, il costo di ricostruzione deve
essere utilizzato soltanto quando non è possibile determinarne
attendibilmente il valore di mercato? Oppure i due approcci possono
essere alternativi, scegliendo quello più adatto alle
caratteristiche del bene da stimare?
È una questione prettamente estimativa, ma con importanti
conseguenze quando la valutazione è finalizzata alla determinazione
della rendita catastale. A fornire indicazioni interessanti è la
Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 24619 del 12 agosto
2026, intervenuta sul classamento di un complesso
immobiliare a destinazione commerciale.
La risposta della Suprema Corte è netta, ma va letta all’interno
dello specifico sistema catastale esaminato: per la stima diretta
degli immobili a destinazione speciale, i metodi reddituale, di
mercato e di costo non sono ordinati secondo una gerarchia
prestabilita, ma costituiscono criteri alternativi da utilizzare in
relazione alle caratteristiche dell’immobile.
Il caso offre quindi l’occasione per approfondire un tema di
particolare interesse per i tecnici: come si sceglie il
procedimento estimativo e, soprattutto, come deve essere costruita
una
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