
Quando la lex specialis richiede l’esperienza in “servizi
analoghi”, cosa deve intendersi? È necessario che i contratti
pregressi siano perfettamente identici a quello da affidare? Oppure
basta una vicinanza di contenuti e di settore? E fino a che punto
la discrezionalità della stazione appaltante può incidere sulla
valutazione di tali requisiti?
Servizi analoghi: il TAR sull’identità sostanziale e non
formale
Si tratta di questioni abbastanza frequenti nell’ambito degli
affidamenti di servizi, a cui questa volta fornisce una risposta
chiara il TAR Puglia con la sentenza 11
agosto 2025, n. 1033 relativa al ricorso presentato
contro il provvedimento di aggiudicazione di una gara.
Secondo l’OE ricorrente, la capogruppo del RTI aggiudicatario
non avrebbe dimostrato il requisito di capacità
tecnico-professionale richiesto, corrispondente a un contratto per
servizi analoghi di almeno 200mila euro. I contratti presentati
riguardavano infatti attività svolte per alcuni Comuni, che – a
detta della ricorrente – non potevano essere considerati
“analoghi” in senso stretto, poiché includevano anche
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